Secondo i primi accertamenti emersi la famiglia di Pietralata, composta da Valentina, Luca, la piccola Bianca ed il cane si è tolta la vita, ma sarebbe stata la mamma a sparare a tutti e poi a togliersi la vita. “Da soli non ce la facciamo”, questo il biglietto autografato trovato in casa e che testimonierebbe il gesto volontario che i due genitori hanno deciso di compiere perché economicamente e psicologicamente pare non riuscissero più a gestire la crescita della bambina, affetta da una grave disabilità dalla nascita.
Secondo quanto emerso, inoltre, pare che nel tentativo disperato, la coppia si sia anche rivolta ad un medico santone messicano, un illuminare in questo ambiente. Ovviamente tanti soldi spesi ma nessuna soluzione trovata. In Italia il sostegno alle famiglie disabili o ai caregiver è ai minimi e quindi i due genitori non avrebbero visto via d’uscita: quindi hanno trovato insieme una soluzione, quella di togliersi la vita.
Pietralata, le indagini: i risultati di ciò che è emerso
Secondo quanto trapelato e diffuso da LaPresse, la coppia avrebbe deciso insieme di fare quest’ultimo e disperato gesto ma a sparare a tutti sarebbe stata proprio Valentina, nonostante all’inizio fosse trapelato altro. Lui è stato trovato in stanza da letto, appoggiato alla parete; la moglie si è colpita in gola, sul letto e affianco la piccola Bianca. Tra le gambe del papà il cagnolino che avrebbe un po’ sofferto prima di morire. Al centro, per terra, la pistola, un Glock regolarmente detenuta.
Quindi, stano a quanto emerso, sarebbe stata Valentina a sparare al resto della famiglia e poi a suicidarsi. Prima però il biglietto firmato da entrambi per motivare quel gesto, un atto di disperazione, che sottolinea un amore immenso, ma a volte quello non basta per sostenere economicamente e mentalmente una figlia affetta da una grave disabilità.
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