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Caso Siher, aperta raccolta fondi per le spese legali: donati oltre 17mila euro

Le famiglie di Youssef Siher e di sua moglie Sagia Hammound hanno lasciato una raccolta fondi con l’obiettivo di arrivare a 20mila euro per sostenere le spese legali

2 Min di lettura

Si torna a parlare di Youssef Siher, il ricercatore identificato come il presunto amministratore dei profili social del cosiddetto “Movimento 17 ottobre”. Questa volta però non si tratta di nessuna polemica sulla sua scarcerazione. Secondo quanto emerso, dal 2 novembre scorso online è stata lanciata una raccolta fondi con l’obiettivo di raggiungere 20mila euro per sostenere le spese legali di Siher e di sua moglie Sagia Hammound.

Dagli ultimi aggiornamenti si evince che le persone avrebbero donato per un totale di 17mila euro. La petizione, lanciata dalle famiglie degli indagati, è accompagnata dalla descrizione: “Youssef è uscito dal carcere, ma entrambi sono ancora indagati nell’ambito di un procedimento penale a loro carico”.

Il percorso davanti a loro è lungo e comporterà molte spese legali. È fondamentale non rimanere in silenzio e fare in modo che vegano compiuti tutti i passi necessari per fare piena luce sulla vicenda”. Infine, si legge: “Nessun dovrebbe mai affrontare una battaglia per la verità da solo”. Dai risultati ottenuti si evince che probabilmente dopo le polemiche scoppiate l’opinione pubblica si è divisa a metà.

Caso Siher, cosa è successo

La pagina Instagram del “Movimento 17 ottobre” divenne virale dopo la diffusione di un comunicato nel quale veniva annunciato un cambiamento in merito alle piazze del 24 ottobre scorso, con la conseguente organizzazione cosiddetta “dal basso”. La mattina stessa Siher venne fermato dalla polizia e successivamente portato in carcere a San Vittore in attesa della decisione della gip di Milano, Tiziana Landoni.

I pm hanno contestato al ricercatore i reati di istigazione per delinquere aggravata dalle finalità terroristiche e di partecipazione violenta alle manifestazioni pubbliche. La giudice però non ha convalidato il fermo di Siher. Da quel momento le polemiche si sono spostate verso la gip, prima tra tutti, la premier Giorgia Meloni commentò sostenendo che la decisione fosse “vergognosa”.

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