Sono passati poco meno di dieci mesi dai fatti del 31 gennaio 2026, che si sono svolti durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino. Una notte di scontri dove rimasero feriti 103 appartenenti alle forze dell’ordine con prognosi fino a 100 giorni. Dalle prime ore di questa mattina la polizia di Stato sta eseguendo una serie di misure cautelari rivolte ai militanti antagonisti indagati.
Secondo quanto emerso, alcuni dei destinatari dei provvedimenti risiedono fuori da Torino. Il gip ha disposto misure di custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari, divieti di dimora e obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Lo sgombero del centro sociale dell’Autonomia avvenne il 18 dicembre 2025, dopo circa trent’anni di occupazione.
Scontri dopo lo sgombero Askatasuna, le indagini e i reati contestati
In seguito ai violenti scontri avvenuti nella manifestazione nazionale, nell’ottobre scorso sono state eseguite 14 perquisizioni in diverse provincie italiane. Successivamente la Procura aveva notificato 19 decreti di fissazione di interrogatori preventivi. Sono diversi i reati contestati, tra quelli ipotizzati il più grave è quello di tentato omicidio dopo l’incendio di un mezzo della polizia mentre un agente era ancora a bordo.
Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, il 31 gennaio scorso un gruppo di manifestanti a volto coperto aveva iniziato a lanciare oggetti contro gli agenti, tra cui anche razzi, bengale e bombe carta. Uno dei fatti che fece più scalpore fu una presunta aggressione subita da un poliziotto che venne privato del casco e dello scudo, vendendo poi colpito con calci e colpi di martello. Dopo gli scontri la premier Giorgia Meloni condannò le violenze sui social e fece visita ai militari rimasti feriti.
Poi arrivò un pacchetto sicurezza che il vicepremier Matto Salvini difese riportando al centro quanto avvenuto a Torino: “Chiunque osservi quelle immagini può convenire sul fatto che i ragazzi coinvolti abbiano perso completamente la misura”. Le immagini di quella manifestazione fecero presto il giro del web e dal governo la risposta fu immediata.
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