Zverev,dopoaver spezzato la maledizione delle finali Slam con ilsuccesso trovato al Roland Garros, sembra essersi tolto un peso di dosso enorme, soprattutto a livello mentale. Più libero e consapevole dei propri mezzi,ha confermato la nuova dimensione raggiunta conquistando anche gliUS Open.
A Flushing Meadowsil numero due del mondo hasuperato Ben Sheltonal termine di una finale durata oltre tre ore e mezza, imponendosi in quattro set con ilpunteggio di 6-3, 7-6, 5-7, 6-2.
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La partita ha preso subito la direzione del tedesco. Shelton, reduce da un torneo straordinario impreziosito dal successo nei quarti di finale contro Carlos Alcaraz, ha pagato un avvio contratto e diversi errori.Nel primo l’americano ha messo in campo soltanto il 65% delle prime, contro il 94% di Zverev, che ha sfruttato la maggiore solidità per prendere il controllo degli scambi.
Nel secondo parziale Shelton con una forte reazione è riuscito a trascinare l’avversario al tie-break.Zverev, però, non ha perso lucidità nei momenti decisivi e si è portato avanti di due set. L’americano ha continuato a lottare e nel terzo è riuscito a riaprire la sfida, conquistando il set per 7-5 e riportando entusiasmo sugli spalti dell’Arthur Ashe.
Nel quarto, tuttavia, Zverev ha nuovamente alzato il livello. Solido da fondo e incisivo al servizio, ha spezzato definitivamente la resistenza di Sheltonchiudendo 6-2 e conquistando il secondo Slam della stagione.
Emblematico il momento del match point, dove Zverev non ha neanche esultato dopo l’errore dell’americano perché, completamente immerso nella partita, aveva perso la cognizione del punteggio.
Untrionfo quello newyorkese che porta Zverev in testa alla Race stagionale, mentreJannik Sinner conserva la prima posizione del ranking ATPcon 1.810 punti di vantaggio, anche se dovrà difenderne 3.550 nella parte finale dell’anno.
Per Shelton resta la delusione della finale persa davanti al pubblico di casa, ma anche la certezza di aver compiuto un importante salto di qualità. Il quarto posto nel ranking mondiale certifica una crescita ormai evidente.
Gli Stati Uniti dovranno invece continuare ad aspettare: l’ultimo americano a vincere gli US Open è stato Andy Roddick nel 2003. Shelton ci è andato vicino ma a New York non è bastato.
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