Dare sicurezza alle persone e garantire continuità all’offerta sanitaria. E’ questo l’obiettivo della prevenzione incendio nelle strutture sanitarie e ospedaliere italiane che il convegnoSicurezza antincendio, adeguamento normativo e gestione del rischio, promosso daAnspi, Associazione Nazionale Sorveglianza Prevenzione Incendi, in collaborazione con il consigliere regionale e capogruppo FdI Regione Lombardia,Christian Garavaglia, affronta con un confronto attivo tra istituzioni e esperti del settore.
Nella cornice delPirellone, l’incontro analizza lo stato dell’arte della prevenzione nella chiave dei cambiamenti normativi che, con l’impatto positivo che ha avuto ilDecreto 19 marzo 2015, hanno consentito modalità progettuali costruttive e gestionali innovative ed efficaci portando l’intero sistema a trovare applicazione anche in questi nuovi strumenti normativi prestazionali che sono ancora in fase di attuazione nelle strutture sanitarie.
Leggi Anche
“Oggi abbiamo potuto constatare una grande disponibilità normativa dai legislatori ma soprattutto dalle persone preposte all’interno del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Ministero dell’Interno, di poter consentire di quanto ha più ampia disponibilità a chi progetta oggi un ospedale piuttosto a quelli che sono gli adeguamenti necessari agli ospedali già esistenti“, ha tenuto a sottolineare ai nostri microfoniCarlo Sibilia, presidente dell’Anspifacendo notare come sotto questo profilo, così come quello delle risorse, ci sia una larga disponibilità.
“Tuttavia quello che è importante fare adesso è far comunicare queste due parti per rendere il tutto efficace ai fini della sicurezza delle persone che frequentano gli ospedali e che lì sono magari in cura“, ribadisce il presidente che chiarisce come l’associazione stessa si promuove ad essere ilcollettore di quello che è l’attività di suggerimento normativo che deriva proprio da questo tipo momenti di confronto.
Anspi infatti raggruppa quelli che sono gli attori del settore quali parte datoriale di tutte quelle imprese che hanno ruolo attivo della prevenzione incendio. Cosa vuol dire? “Che oggi, ad esempio, nell’attesa di avere una struttura ospedaliera che sia completamente asservita alle norme e quindi completamente apposta dal profilo normativo antincendio– spiega Sibilia –In questi profili ci sono norme compensatorie che inseriscono le squadre antincendio“.
Le squadre antincendio hanno unruolo fondamentale proprio nel primo intervento, ovvero quello che consente di non trasformare un incendio in una crisi assistenziale per un ospedale che deve lavorare H24: “Il ruolo che deve avere Anspi èstimolare quanto più possibile questo settore per farlo crescere a livello formativoe farlo crescere anche sotto il profilo della qualità del servizio che viene offerto da queste società“.
Non a caso, i lavori si svolgono nellaGiornata Mondiale della Sicurezza del Paziente, trasformando il dialogo tra istituzioni e esperti nel riflesso di una sicurezza che è condizione indispensabile della cura. Un obiettivo a cui si guarda con totale dedizione e impegno delle istituzioni che devono “puntare non solo a lavorare su un adeguamento prescrittivo di norme ma a far sì che diventi davvero un percorso infrastrutturale importante che porti questo sistema a un sistema di qualità e di sicurezza per i pazienti“. E’ su questo punto che il consigliereClaudio Pedrazzinisposta il focus ribadendo come l’adeguamento delle strutture debba divenire lo scopo principale primario che non va perso di vista.
“Noi abbiamo un principio, cioè abbiamo strutture nuove che sono altamente rispondenti ai requisiti delle nuove norme e strutture vecchie che invece hanno difficoltà a essere modernizzati e a conseguire questi interventi di sicurezza e sono su quelli dove bisognerebbe lavorare di più“, puntualizza Pedrazzini sollevando però il problema dellerisorse economicheche con la giusta sensibilità e i professionisti scesi in campo con questa iniziativa, che da sempre lavorano anche ai provvedimenti ministeriali che hanno caratterizzato la normativa di prevenzione antincendi, “siamo certi che si possano ottenere dei buoni risultati“.
Nel settore molto delicato della sicurezza antincendio nelle strutture sanitarie sono svariati e diversificati gli attori che agiscono a più livelli di intervento, come il Consorzio stabileEvolveche dal 2015, anno in cui è stato emesso il primo decreto ministeriale, rappresenta “quelle che in gergo tecnico sono chiamatele misure compensative, quindi squadre di addetti antincendio formati con dei corsi specifici presso i vigili del fuoco che provvedono a fare tutte le attività diprevenzione e ove serve di intervento nelle strutture sanitarie che ovviamente hanno dei deficit sotto quell’aspetto” spiegaAlberto Marino, Direttore commerciale Divisione antincendioEvolvericordando come si tratti di un settore di nicchia, nel quale il consorzio “è secondo come quota di mercato, attualmente opera in decine di regioni con oltre 60 milioni di fatturato e ha in carico oltre 70-80 ospedali“.
© Riproduzione riservata












