Potrebbe rappresentare una svolta senza precedenti. In Lombardia è avvenuto il primo caso di suicidio assistito interamente gestito dal servizio sanitario regionale.Domenico Zuccarella, di 59 anni, affetto dasclerosi multipla secondariamente progressiva, è deceduto il 25 agosto dopo aver ottenuto l’assistenza del Servizio sanitario regionale. L’associazione Luca Coscioni specifica che in Lombardia è la terza persona ad accedere alla morte volontaria, ma è il primo caso dove il Servizio sanitario ha organizzato l’intera fase attuativa: assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessaria, oltre che all’individuazione del luogo nel quale procedere.
Il percorso è stato complicato. Domenico, residente a Giussano (provincia di Monza e della Brianza) ha presentato la richiesta all’Asst Ovest Milanese l’8 novembre 2025. L’associazione Coscioni, che ha seguito il 59enne, sottolinea chedalla richiesta all’effettivo attuazione sono trascorsi oltre 9 mesi, 290 giorni. Le linee regionali di norma prevedono un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni.
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Secondo quanto emerso, questi mesi di attesa sono stati segnati da diffide e solleciti, fino a quando il team legale di Domenico, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo (nonché segretaria nazionale dell’associazione Luca Coscioni) aveva presentato unricorso d’urgenza a fine maggio al tribunale. La richiesta era che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della malattia. Inoltre, in caso di verifica positiva, è stato chiesto che venisse organizzata anche la fase attuativa.
Suicidio assistito, Domenico in udienza: “Sono stanco, non ne posso più”
Lo scorso 23 giugno si è quindi svolta l’udienza, dove Domenico aveva espresso quanto l’attesa fosse diventata pesante: “Sono stanco, non ne posso più”. All’interno del Servizio sanitario regionale lombardo si è poi concluso il percorso di Domenico.Il servizio pubblico ha organizzato la fase attuativa: dal personale sanitario disponibile su base volontaria, al farmaco e la strumentazione necessari, alla modalità di autosomministrazione compatibile con le condizioni del paziente, fino al luogo dove esercitare la propria volontà.
Come ultimo gesto Domenico ha disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica. Filomena Gallo e Marco Cappato (tesoriere dell’associazione Luca Coscioni), hanno esplicitato: “Per evitare che la proceduta sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare Liberi subito”. Sul sito dell’iniziativa per quanto riguarda la Lombardia si legge: “La proposta di legge popolare non introduce nuovi diritti ma, seguendo l’esempio delle Regioni Toscana e Sardegna, garantisceprocedure chiare, uniformi e trasparentiper verificare i requisiti e dare attuazione a quanto già previsto dalle sentenze della Corte”.
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