Il ministero della Salute ha rinunciato alla riforma Schillaci sulla medicina territoriale. Essa puntava a riorganizzare il ruolo dei medici di famiglia e a rafforzare la presenza dei professionisti sanitari nelleCase della Comunità. Tuttavia proprio su questo punto si cercherà comunque un accordo con i professionisti affinché lavorino almeno 6 ore a settimana nelle Case.
Il capo di gabinetto del ministro Orazio Schillaci, Marco Mattei, lo ha comunicato oggi agli assessori della salute ma le reazioni non sono state tutte positive. In particolare, la Lombardia e le altre regioni di centrodestra che avevano fatto la proposta, non hanno accolto positivamente la notizia. L’assessore alla salute lombardo, Guido Bertolaso ha affermato che, dal suo punto di vista, il provvedimento delle sei ore non serve, “ci sarebbe voluto un atto che facesse una riforma più organica” e poi ha detto di dimettersi dal ruolo di vice coordinatore degli assessori.
Bocciata la Riforma Schillaci: le 6 ore nelle Case Comunità
A proporre la riforma è stato lo stesso centrodestra che l’ha bloccata. Intanto Mattei ha spiegato che per le 6 ore nelle Case di Comunità che si chiederanno ai medici, si dovrebbe fare l’emendamento a un atto del governo o il ritocco all’atto di indirizzo della convenzione con la medicina di famiglia (percorso molto più lungo) che era stata firmata appena nel gennaio scorso.
Ci sono da riempire di professionisti in tante Regioni (quasi tutte tranne Toscana ed Emilia-Romagna) le nuove strutture finanziate dal Pnrr. Successivamente partirà, ha detto il funzionario, una seconda fase con la riforma dove verranno riproposte, dipendenza a parte, novità contenute nella bozza di decreto legge, tipo la specializzazione in medicina generale e l’assistenza del pediatra fino a 18 anni.
Mattei ha anche parlato del decreto di riordino dell’assistenza territoriale, presentato qualche mese fa dal ministero e respinto dalle Regioni. Ha chiesto agli assessori di presentare degli emendamenti seppur il decreto va avanti.
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