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Sindacato medici: nel 2025 le dimissioni hanno superato i pensionamenti

Rispetto al 2024 le dimissioni volontarie dei medici che lavorano in ospedale sono aumentate del 150%. Il sindacato: “Più del 65% dei medici oggi è in burnout”

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Da un’indagine del sindacato dei medici, Anaao Assomed emerge un dato che potrebbe essere ritenuto allarmante. Secondo la ricerca nel 2025 le dimissioni volontarie di medici italiani che lavorano in ospedale, precisamente 3.767, hanno superato i pensionamenti (2.876).

È un dato che mette in luce un grande problema del Servizio sanitario nazionale: in un anno le dimissioni sono aumentate del 150% rispetto alle 1.503 del 2024, che corrispondono al 3,5% del totale dei medici della sanità pubblica. Un tale dato non è stato registrato neanche nei mesi della pandemia. L’indagine condotta dal sindacato è stata svolta in 12 regioni su 20 nel corso del 2025.

Sindacato medici, l’appello con l’intelligenza artificiale

Il 10 settembre scorso il segretario del sindacato di medici e dirigenti sanitari italiani, Pierino Di Silverio a margine del convegno “Etica e atto medico. Riflessioni e proposte” alla Camera dei deputati ha lanciato un appello sull’intelligenza artificiale. “Se può coadiuvare il lavoro dei medici, dobbiamo cominciare a parlare di riduzione dall’orario di lavoro, non di riduzione del numero di professionisti”.

Per il segretario generale di Anaao Assomed: “Bisogna fare in modo, visto che più del 65% dei medici oggi è in burnout e c’è una sofferenza per la mancata conciliazione tra vita personale e lavoro, di rendere più efficiente e più efficace il lavoro di tutti noi”. Poi un altro punto nevralgico sarebbe capire “che tipo di servizio sanitario vogliamo per il futuro”. Infine tratta anche dei posti in medicina: “Occorre aumentare contestualmente le borse di specialità. Un medico in formazione è un medico vero e proprio, un lavoratore, un giovane che ha il diritto, il dovere, l’esigenza di entrare nel sistema lavoro per tempo. Altrimenti rischierà di non uscirne con una pensione”.

Insomma, la ricerca ha puntato un faro sul fatto che molti medici scelgono di lasciare la sanità pubblica prima della pensione, riportando al centro il problema del sovraccarico di lavoro, con una riduzione consistente del ricambio generazionale.

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