La riforma della medicina territoriale torna al centro del dibattito politico. Al centro dello scontro c’è il progetto del ministro della SaluteOrazio Schillaciche punta a riorganizzare il ruolo dei medici di famiglia e a rafforzare la presenza dei professionisti sanitari nelleCase della Comunità.
Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa, lamaggioranzasarebbe però divisa sul tema e pronta a frenare l’iniziativa del ministro. A prendere posizione è stato ildipartimento Sanità della Lega, che ha ribadito le perplessità già espresse negli ultimi anni.
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La Lega: “Servono soluzioni pratiche, non imposizioni”
Secondo il partito diMatteo Salvini, la riforma sarebbe concentrata quasi esclusivamente sullamodifica del rapporto contrattuale dei medici di famiglia e sull’obbligo di presenza nelle Case della Comunità.
La Lega sostiene invece un modello diverso, basato sulrafforzamento delle aggregazioni tra medici, sull’ampliamento dei serviziofferti ai cittadini e sullariduzione della burocraziache grava sui professionisti sanitari. Per il Carroccio il rischio è quello di crearestrutturefinanziate dal Pnrr che, senza personale sufficiente, potrebbero restaresottoutilizzate.
Cosa sono le Case della Comunità
LeCase della Comunitàrappresentano uno dei pilastri della riforma della sanità territoriale prevista dal Pnrr. L’obiettivo è avvicinare i servizi sanitari ai cittadini attraversostrutture diffuse sul territorio,in grado di offrireassistenza di base, prevenzione, diagnostica e presa in carico dei pazientisenza dover ricorrere sempre agli ospedali.
Per funzionare, però, queste strutture necessitano dellapresenza stabile di medici, infermieri e altri professionisti sanitari.
Il M5S: “Rischiano di diventare scatole vuote”
Durissima la reazione delMovimento 5 Stelle. Il deputatoAndrea Quartiniha definito la vicenda “l’ennesimo fallimento” del governo in materia sanitaria, sostenendo che lo scontro interno alla maggioranza potrebbe compromettere il progetto della sanità territoriale.
Secondo il M5S, il rischio concreto è che le Case della Comunità restinoprive del personale necessarioper erogare servizi ai cittadini, trasformandosi in strutture inutilizzate nonostante gli investimenti previsti dal Pnrr. Quartini ha inoltre accusato il governo dinon aver stanziato risorse sufficientiper assumere il personale sanitario necessario.
Il Pd: “Destra divisa sulla pelle dei cittadini”
Anche ilPartito Democraticoattacca l’esecutivo. Il presidente dei senatori demFrancesco Bocciaha parlato di unamaggioranza spaccatache starebbe mettendo a rischio investimenti fondamentali per il rafforzamento della sanità pubblica. Secondo Boccia, la riforma aveva già ottenuto il via libera delleRegionie il suo eventuale stop rischierebbe dicompromettere il funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunità.
Sulla stessa lineaMarina Sereni,responsabile Salute del Pd, che accusa il ministro Schillaci di aver tentato di intervenire senza un vero confronto con medici e operatori del settore. Per Sereni una riforma della medicina generale avrebbe dovuto affrontarequestioni più ampie, come laformazionedei medici, lacarenza di personalee ilrafforzamento del rapporto di fiducia tra medico e paziente.
Riforma Schillaci: una partita ancora aperta
Al momentonon esistono decisioni ufficiali sul futuro della riformama il dibattito evidenzia le tensioni presenti sia all’interno della maggioranza sia tra governo e opposizioni. Da una parte la Lega chiede unapproccio più flessibilee meno centrato sugli aspetti contrattuali. Dall’altra, Pd e M5S accusano l’esecutivo di averperso tempo e di rischiare di compromettere uno dei progetti più importanti della riorganizzazione sanitaria finanziata con le risorse europee del Pnrr.
La questione delle Case della Comunità e del ruolo dei medici di famiglia resta quindi uno degli aspetti più delicati per il futuro della sanità territoriale italiana.
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