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L’estate dei caregiver: quando le ferie non esistono

In una stagione che richiama il riposo per la maggior parte della popolazione, c'è un lavoro invisibile che non può concedersi il lusso di fermarsi, neanche sotto il sole

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Per molti italiani, l’estateè ilperiodo in cui ci si concede una pausadal lavoro per dedicarsi a momenti di puro rilassamento, ad eventuali viaggi e al tempo di qualità in famiglia. Tuttavia, per milioni dicaregiverfamiliari, accade l’esatto contrario: questi mesi possono esseretra i più complicati dell’anno. Chi si prendecura quotidianamentedi un genitore anziano, di un partner malato o di una persona con disabilità è consapevole chela loro dedizione non si ferma con l’arrivo delle vacanze.

In Italia si conta un numero di caregiver familiari elevato:circa 8 milioni, secondo i dati forniti daCNELeCensis. La maggior parte sono donne che devono conciliareassistenza,lavoroevita privata. L’88%di loro dichiara che tale responsabilità costituisce una forte fonte distress emotivo e psicologico. Le difficoltà si intensificanosoprattutto in estate. Molti servizi territoriali riducono le attività, i centri diurni chiudono temporaneamente, e perfinole reti familiari di supporto finiscono per indebolirsia causa delle ferie.

L'estate dei caregiver
L’estate dei caregiver

Estate: il periodo di maggiore difficoltà e solitudine per i caregiver

La conseguenza dei limiti presenti durante l’estate in materia di supporto del caregiver, comporta che chi si occupa giornalmente del proprio caro si ritrovi ad affrontare uncarico assistenziale ancora più gravoso. Inoltre, le giornate caratterizzate da temperature elevate comportanorischi supplementari per gli anziani e le persone vulnerabili, che necessitano di un’attenzione particolare per quanto riguardaidratazione,monitoraggioeassistenza sanitaria. I dati diffusi dall’Istatrivelano che milioni di italiani dedicano molte ore della propria giornata a prendersi cura di familiari non autosufficienti a titolo gratuito, svolgendoun lavoro che rimane quasi invisibile agli occhi della societàe poco valorizzato,sia socialmente che economicamente.

Durante l’estate, emerge inoltre un problema significativo: lasolitudine dei caregiver. Secondo un’indagine condotta daCittadinanzattiva, la maggioranza delle persone impegnate nell’assistenza domestica si occupa dei propri cari per annisenza ricevere un supporto adeguato. Oltre il25%ricopre questo ruoloda più di dieci annie quasi un terzo lo fada almeno cinque anni. Gli esperti sottolineano l’importanza dirafforzare i servizi domiciliarie le misure di sostegno per consentire ai caregiver di ottenere il tempo di staccaresenza compromettere la qualità dell’assistenzafornita ai loro cari.

In una società caratterizzata da unprogressivo invecchiamento della popolazione, il lavoro di queste persone rappresenta unpilastro fondamentaleper il sistema di welfare italiano. Per i caregiver familiari, dunque, l’estate non si traduce in vacanze o partenze, bensì in unacostante e incessante assunzione di responsabilità. Riconoscere il valore del loro ruolo e investire in strumenti concreti di sostegno non è solo una dimostrazione di solidarietà, ma unanecessità sociale che non può più essere ignorata.

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