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Crans Montana, Meloni sulle fatture dei ricoveri: ‘Un insulto da burocrazia disumana’

Le famiglie dei feriti nella strage di Crans Montana hanno ricevuto fatture con cifre esorbitanti fino a 67mila euro, anche per poche ore di ricovero. La premier Meloni chiarisce che si è trattato di un errore e segnala la massima attenzione istituzionale sul tema

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Lastrage di Crans Montananon si è esaurita quella notte, il dolore dei sopravvissuti e delle famiglie continua corredato dai risvolti della vicenda. Recentemente i genitori dei feriti i sono visti recapitareconti esorbitantidalle strutture ospedaliere svizzere, dai17 mila ai quasi 67 mila euro per degenze lampo, spesso inferiori alle 15 ore. Lo shock è stato grave ma le rassicurazioni delle istituzioni non si sono fatte attendere.

La premierGiorgia Meloniha dichiarato di aver parlato con l’Ambasciatore italiano in Svizzera chiedendogli la massima attenzione sul tema. Questi, dopo aver comunicato con le autorità svizzere, ha assicurato che si è trattato diun errore e che le famiglie non dovranno pagare nulla.Per la premier “sarebbe ripugnante che costi del genere possano ricadere sulle vittime o sull’Italia“.

Poi sottolinea: “Il Governo italiano rinnova la propriasolidarietà ai ragazzi rimasti coinvolti e alle loro famiglie,e continuerà a fare tutto quello che è necessario per fare luce sulla tragedia e accertare le responsabilità“.

Crans Montana: dolore e sdegno delle famiglie

Come rimarca Meloni: “Un ospedale di Sion è arrivato addirittura a chiedere oltre 70 mila euro per poche ore di ricovero Un insulto, oltre cheuna beffa, che solo una disumana burocrazia poteva produrre”. Anche le famiglie delle vittime sono della stessa opinione, i documenti che gli sono stati recapitati, sembrano un affronto al dolore che stanno vivendo.

È stato uno shock vedere quella mail senza alcun preavviso“, commentaUmberto Marcucci,padre di Manfredi. “Cifre prive di spiegazioni che sembrano tariffe orarie. Per noi è essenziale che il Cantone Vallese si faccia carico di tutto: loStato italiano non deve rimetterci nulla”.

Ai conti esorbitanti si aggiunge poi un’ulteriore nota di amarezza burocratica:le famiglie lamentano il fatto che i conti siano arrivati con la proverbiale puntualità svizzera mentre le cartelle richieste da mesi invece no.Domenico Radice,legale di molte famiglie coinvolte, ha commentato l’accaduto dicendo: “L’invio di queste fatture è scandaloso. Un dramma di questa portata avrebbe imposto un trattamento diverso.Per i familiari la misura è colma“.

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