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Trump contro Leone XIV: gelo nel mondo cattolico conservatore

Dagli attacchi pubblici alle critiche di EWTN: il presidente rischia l’isolamento tra i suoi stessi sostenitori

3 Min di lettura

Dopo gli attacchi di Trump contro Papa Leone XIV, nel mondo cattolico statunitense tradizionalmente vicino al tycoon prevale una presa di distanza. Le parole del presidente hanno generato disagio in quella parte di elettorato cattolico che nel 2024 aveva contribuito in modo decisivo al suo ritorno alla Casa Bianca.

Secondo quanto riportato anche dal Il Corriere della Sera, la frattura appare evidente soprattutto nel silenzio di figure simbolo del conservatorismo ecclesiale. Infatti, il cardinale Raymond Burke, storico punto di riferimento del tradizionalismo, non ha commentato. Né si è espresso il cardinale di New York Timothy Dolan, che Trump aveva indicato con leggerezza come possibile candidato al Conclave.

Le critiche dal fronte conservatore sull’attacco di Trump al Papa

“Dovrebbe scusarsi con Papa Leone XIV”, queste le parole del vescovo Robert Barron, alla guida della diocesi di Winona-Rochester in Minnesota, che ha invitato il presidente a scusarsi. Una presa di posizione significativa, considerando che Barron è stato spesso vicino alle battaglie identitarie di Trump. Ancora più emblematico il caso di EWTN, il più grande network cattolico al mondo, dove il commentatore Raymond Arroyo ha definito le uscite di Trump “sciatte e francamente irrispettose”, schierandosi a difesa del Papa.

Inaspettata anche la reazione registrata in eventi pubblici organizzati da ambienti conservatori, come quelli legati a Turning Point, che conferma un clima di scetticismo. Anche il vicepresidente Vance, convertito al cattolicesimo, non è riuscito a rimediare, finendo per alimentare ulteriori tensioni e trovandosi davanti a numerose sedie vuote.

Una strategia divisiva in vista delle elezioni mid-term

Dietro l’offensiva contro il Vaticano, però, pare che si potrebbe intravedere una possibile strategia politica, come riportato da Il Corriere della Sera. Trump, protestante, potrebbe puntare a tentare di incrinare l’unità dell’episcopato statunitense e di riproporsi come primo “papa americano”. Le immagini generate dall’intelligenza artificiale che lo ritraevano in abiti pontifici, avrebbero rafforzato la percezione di una sfida simbolica.

Intanto, però, l’episcopato cattolico ha assunto posizioni compatte contro temi come le deportazioni degli immigrati. Dichiarazioni come quelle dell’arcivescovo militare Timothy Broglio, che ha evocato la “legittimità morale della disobbedienza a ordini ritenuti ingiusti”, segnano una distanza crescente dalla Casa Bianca. Inoltre, con le elezioni di medio termine all’orizzonte, il rischio per Trump è quello di un allontanamento dell’elettorato religioso nei confronti della sua amministrazione. 

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