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Francia, attacco hacker alle celle frigorifere con il sangue di donatori

In Francia è stato registrato un presunto attacco hacker che ha colpito le celle frigorifere contenenti stock di sangue provenienti da donatori. La ministra della Salute ha sottolineato che l’evento non ha avuto “alcun impatto sanitario”

2 Min di lettura

Nuovo attacco hacker in Francia. Questa volta sono state prese di mira le celle frigorifere contenenti stock di sangue provenienti da donatori. Un attacco ibrido quindi ha colpito un gestore di frigoriferi dell’Istituto francese del sangue. Per fortuna, come specificato dalla ministra della Salute, l’evento non ha avuto “alcun impatto sanitario”.

Il servizio trasfusionale nazionale francese ha dichiarato che degli hacker sono riusciti ad entrare all’interno dei sistemi di controllo e aumentato le temperature in tre celle frigorifere che custodiscono emoderivati vitali a -30 gradi, che invece sarebbe passata a 110 gradi, come affermato da BfmTv.

Oltre alla Francia, gli attacchi in tutta Europa

Il nuovo presunto attacco informatico si inserisce in quadro già complesso: negli ultimi giorni tutta l’Europa ha subito presunti attacchi hacker, in particolare ai sistemi di refrigerazione dei supermercati. Il Tg1 ha fatto emergere che due gruppi filorussi hanno rivendicato gli attacchi. Attualmente in Europa vige la massima attenzione per il rischio di presunti nuovi attacchi.

Le prime segnalazioni sono arrivate dal Belgio e dalla Svezia, poi l’allarme si è espanso a macchia d’olio e nuovi episodi sono stati registrati in Estonia, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi e Italia. Le modalità di questo presunto attacco sono simili a quelle avvenute un mese fa in alcune catene della grande distribuzione in Francia. Per quanto avvenuto in questi ultimi giorni invece, è emerso che i presunti hacker sfrutterebbero alcuni punti deboli dei meccanismi di autenticazione, riuscendo quindi ad accedere da remoto ai comandi dei frigo connessi a internet, alzando la temperatura.

In Italia sono stati colpiti il gruppo Arena con 20 supermercati in Sicilia, il gruppo Conad con 2 punti vendita in Sicilia e 1 in Veneto, mentre in Emilia Romagna e nel fiorentino è stata colpita l’azienda di ristorazione collettiva Siaf. Palazzo Chigi rassicura sostenendo che l’impatto di questi presunti attacchi resta “fortemente limitato”.

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