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Dopo Trump anche Vance all’attacco: “Il Papa si attenga alle questioni morali”

4 Min di lettura

Attacca senza scrupoli con un delirante post, non si scusa, anzi insiste. Ed oggi viene anche appoggiato dal suo vice Vance. Donald Trump da giorni a ruota libera, frustrato per un conflitto che gli sta sfuggendo di mano e non riesce a risolvere, mettendo anche a rischio le ormai prossime elezioni di Midterm, prende di mira Papa Leone XIV. E all’alba di un nuovo giorno, JD Vance, arrivato alla fede in età adulta e sempre mostratosi estremamente devoto, ne intensifica il delirio. Il numero due della Casa Bianca ha affermato senza troppi giri di parole che il Vaticano dovrebbe “attenersi alle questioni morali“.

Vance esprime così le sue valutazioni dopo il durissimo e ingiustificabile attacco del presidente a stelle e strisce all’indirizzo del Santo Padre, in merito alla questione iraniana. Il vice, parlando al programma “Special Report with Bret Baier” di Fox News, ritiene “certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse che il presidente degli stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane“. Insomma, nessuno passo indietro, ma solo l’affermazione della surreale presa di posizione della Casa Bianca nei confronti del Vaticano, con un attacco frontale al primo papa americano della storia.

Il tycoon, in sostanza, come un fulmine a ciel sereno, ha postato un lungo post in cui dicendo di non essere un grande fan di Leone, lo attacca definendolo “debole e pessimo nella politica estera” e di preferire “di gran lunga suo fratello Louis che è totalmente Maga“. Mettendo addirittura in discussione la sua elezione, avvenuta solo perché “sono alla Casa Bianca“. La replica non si è fatta attendere. Il Papa, partito per il suo primo viaggio apostolico, in primo nella storia in Algeria, si trova costretto a rispondere alle infondate parole del presidente americano. “Non mi fa paura” e “non voglio aprire un dibattito con lui“, ha scandito con serenità Prevost ai giornalisti sbarcando ad Algeri.

“Non sono un politico: smettiamola con le guerre!”, ha spiegato il pontefice ricordando di parlare “del Vangelo: continuerò a farlo ad alta voce” contro i conflitti. E a distanza di qualche ora, è arrivata una contro risposta di Trump. “Non c’è nulla di cui scusarsi“, il papa “ha detto cose che sono sbagliate“, ha insistito qualche ora dopo The Donald negando un passo indietro. Leone XIV è “debole sulla criminalità“, ha poi accusato riferendosi ai migranti.

E “non gli piace quello che stiamo facendo sull’Iran. Ma l’Iran vuole essere un Paese con l’arma nucleare e sterminare il mondo. Non accadrà“, ha incalzato in un vero e proprio show improvvisato alla Casa Bianca per sponsorizzare la sua proposta di abolizione delle tasse sulle mance. Un palco che gli è apparso come l’occasione giusta per tornare sulla bufera scatenata nella notte.

Insomma, una calma apparente quella di Donald Trump nei confronti di Papa Leone in questo neanche primo anno di pontificato. Un delirio che si sarebbe creato dalle critiche del pontefice nei giorni scorsi in merito ai commenti del presidente sull’Iran, definendo inaccettabile la minaccia trumpiana di distruggere un’intera civiltà e invocando a grand voce la pace in Medio Oriente.

Teheran, in verità, sarebbe solo l’ultimo dei fronti che da mesi vedono contrapporsi Usa e Vaticano. I primi screzi sono stati sulla stretta della Casa Bianca all’immigrazione, fatta di raid nelle maggiori città americane, anche nella Chicago di Robert Prevost. Il presidente aveva incassato senza rispondere. Sull’Iran però non ha resistito, complice anche la difficoltà di trovare una via di uscita.

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