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Papa Leone XIV, è ancora scontro con Trump: “Il mondo è devastato da un manipolo di tiranni”

L'affondo arriva in risposta agli ennesimi attacchi sferrati dal tycoon contro il Vaticano. Parlando dal Camerun, Prevost punta il dito contro i potenti della Terra, che investono miliardi di dollari in armamenti non destinando risorse a sanità ed istruzione

4 Min di lettura

In un clima di tensione internazionale senza precedenti, Papa Leone XIV lancia un atto d’accusa durissimo contro i leader mondiali che scatenano guerre, definendoli senza mezzi termini “un manipolo di tiranni” che sta devastando il pianeta. L’affondo arriva in risposta agli ennesimi attacchi sferrati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro il pontefice. Si tratta di una rottura diplomatica tra la Santa Sede e Washington, che sposta l’asse dello scontro dal piano militare a quello morale e politico.

Papa Leone XIV: “Basta un attimo a distruggere ma non basta una vita a ricostruire”

Prevost parla durante un incontro per la pace a Bamenda, in Cameru, dove si trova nell’ambito del suo primo viaggio apostolico nel continente africano. “Beati gli operatori di pace. Guai, invece, a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici e politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso“, denuncia il pontefice, condannando aspramente chiunque usi la religione in modo strumentale per giustificare operazioni belliche.

“I signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire“, ammonisce duro Prevost, aggiungendo come spesso i potenti della Terra asseriscono di non riuscire a trovare risorse sufficienti per guarire ed educare i deboli, quando invece investono miliardi per uccidere e devastare vite innocenti, creando una spirale di destabilizzazione e morte.

Papa Leone XIV: “La pace non è da inventare, è da accogliere”

È un mondo al rovescio – prorompe il pontefice – uno stravolgimento della creazione di Dio che ogni coscienza onesta deve denunciare e ripudiare“. E per farlo, l’unico strumento utile è quello della conversione, identificata come una vera e propria inversione ad U “che conduce sulla strada sostenibile e ricca della fraternità umana“.

“La pace non è da inventare: è da accogliere, accogliendo il prossimo come fratello e come sorella. Nessuno sceglie i suoi fratelli e le sue sorelle: ci dobbiamo soltanto accogliere! “, continua il Papa, sottolineando come tutto il genere umano faccia parte di una sola famiglia che abita la stessa casa, “questo meraviglioso pianeta di cui le antiche culture per millenni si sono prese cura“. Prevost mette poi in risalto il ruolo delle donne nella pace, esprimendo gratitudine per l’operato delle laiche e delle religiose, che assistono le vittime delle violenze, svolgendo un lavoro spesso invisibile ma fondamentale.

Infine, un accorata esortazione a “servire insieme la pace”, auspicando che a prevalere sia l’amore vicendevole, come comandato da Cristo nel Vangelo. “Ringraziamo Dio che questa crisi non sia degenerata in una guerra religiosa, e che stiamo ancora cercando di amarci gli uni gli altri! Andiamo avanti senza stancarci, con coraggio, e soprattutto insieme, sempre insieme“, conclude il Papa.

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