La giustizia continua a fare il suo corso nelle indagini sullastrage di Crans-Montana,il rogo avvenuto nel localeLe Constellationche ha provocato41 morti e 115 feriti. Con il passare delle settimane si allunga la lista degli indagati. Secondo quanto riportato daAgenzia Giornalistica Italiae anticipato da laRepubblicaeCorriere della Sera, tra i nuovi indagati figura ancheNicolas Féraud, sindaco di Crans-Montana.
Il primo cittadino risponderebbe dellestesse accuse contestate ad altri indagati:omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Gli stessi capi d’imputazione riguardano anche i proprietari del locale,Jacques e Jessica Moretti,insieme aChristophe Balet,responsabile della sicurezza pubblica del Comune, e al suo predecessoreKen Jacquemoud.
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Il nome del sindaco comparirebbe in un’ordinanza di estensione dell’indagine datata 5 marzo 2026. L’interrogatorio è stato fissato per il13 aprile, con inizio previsto alle ore 9, come stabilito dai magistrati del Canton Vallese.
Gli altri nuovi indagati
Oltre a Féraud, tra i nuovi indagati compaiono anche diversi funzionari e figure legate alla sicurezza pubblica locale:Rudy TissiéreseBaptiste Cotter, addetti comunali alla sicurezza;Kévin Géo Michel Barras, ex consigliere comunale con delega alla sicurezza pubblica; ePierre Albéric Clivaz, ex capo dei vigili del fuoco di Chermignon, il Comune poi confluito in Crans-Montana.
Per tutti le accuse restano le stesse già contestate agli altri indagati:omicidio, lesioni e incendio a titolo colposo.
Le possibili responsabilità del Comune di Crans Montana
Nelle ultime settimane gli avvocati delle parti civili, impegnati a ricostruire le responsabilità che potrebbero aver contribuito agli effetti devastanti dell’incendio, avrebbero chiesto più volte alla Procura vallese di iscrivere nel registro degli indagati anche il sindaco Féraud, presentando diverse istanze formali.
Secondo i legali, sotto l’amministrazione da lui guidata si sarebbero verificatenegligenze nei controlli di sicurezza, che avrebbero avuto un peso nei fatti della notte di Capodanno. Una circostanza che lo stesso Féraud aveva in parte riconosciuto già poche ore dopo la tragedia, ammettendo chenel locale non erano stati effettuati i dovuti controlli tra il 2020 e il 2025.
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