Dopo sessantadue giorni di ricovero, tra l’ospedale di Losanna e il Centro Grandi Ustionati del Niguarda di Milano, Sofia è finalmente tornata a casa. La sedicenne, una dei quattro studenti del liceo Virgilio rimasti gravemente feriti nel rogo di Crans Montana, è la prima a essere dimessa. Ad accoglierla, mercoledì pomeriggio, i genitori Gennaro e Filomena e i fratelli Mattia e Alice, oltre a un intero quartiere che nelle ultime settimane non ha mai smesso di aspettarla.
“Ci sei mancata”. Queste le scritte sugli striscioni sotto le finestre di casa fatte degli amici dell’oratorio mentre i bambini della scuola primaria della zona, che nelle settimane scorse avevano lasciato disegni e messaggi davanti al suo liceo, hanno festeggiato il suo ritorno gridando: “È tornata Sofia”. Ad attenderla anche il suo gatto Axel. “Rivedere la luce del sole e sentirne il calore sulla pelle, l’aria sul viso, rifare i primi passi all’aperto, tutto mi è sembrato strano”, ha raccontato a Il Corriere della Sera.
Il lungo percorso di recupero dopo il drammatico incendio di Crans Montana
Il ritorno a casa rappresenta solo una tappa di un percorso ancora molto lungo. Infatti, Sofia dovrà tornare in ospedale ogni due giorni per medicazioni, fisioterapia e psicoterapia. Nel suo caso è prevista anche la logopedia poiché l’intubazione effettuata la prima notte in Svizzera e i fumi del rogo hanno danneggiato le corde vocali, lasciandola senza voce. “I medici ci hanno spiegato che è una condizione reversibile”, ha spiegato suo fratello Mattia.
In ospedale restano ancora la sua migliore amica Francesca e i compagni Kean e Leonardo, oltre ad altri tre ragazzi. Il momento dei saluti con medici, infermieri e con le altre famiglie ricoverate è stato molto intenso. “Si è bardata con camice e mascherina pur di non rinunciare agli abbracci”, racconta la famiglia.
“La gioia delle piccole cose”
Il rientro a casa ha significato anche riscoprire la quotidianità. Per festeggiare, Sofia ha gustato il suo hamburger preferito e una crostata preparata a sorpresa da alcuni amici. La serata si è conclusa sul divano insieme ai genitori e ai fratelli, guardando il film d’animazione Ratatouille. “Per due mesi abbiamo potuto starle vicino solo a turno e per poche ore, tutti con camici e mascherine. Averla finalmente qui è una gioia immensa”, raccontano i genitori.
La casa è stata preparata con grande attenzione per evitare rischi di infezione, partendo dagli ambienti sanificati, la stanza è stata svuotata da oggetti che possono produrre polvere, compresi i suoi libri di scuola. Nei prossimi giorni Sofia dovrà anche iniziare a indossare una guaina curativa per favorire la guarigione delle ustioni per due anni. Ma per ora c’è spazio solo per la felicità delle piccole cose. “Non ha chiesto nulla di speciale”, raccontano i familiari, “Con gli occhi ci ha fatto capire che avere di nuovo la sua famiglia accanto è già tutto ciò che desiderava”.
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