Leonardo Maria Del Vecchio torna alla carica per conquistare il controllo di Delfin, la holding finanziaria fondata dal padre Leonardo Del Vecchio. Dopo diversi tentativi rimasti senza esito, l’imprenditore ha presentato una nuova proposta per acquistare le partecipazioni degli altri soci, questa volta con il sostegno finanziario della banca americana Citi. L’obiettivo è mettere fine a una situazione di incertezza che accompagna la famiglia dalla scomparsa del fondatore di Luxottica, avvenuta nel 2022.
A rendere nota l’iniziativa è stato lo stesso Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso una lettera pubblicata sul Quotidiano Nazionale, nella quale ha spiegato le ragioni della sua decisione e la volontà di trovare un accordo con gli altri eredi. La proposta prevede diverse possibilità: dalla cessione immediata dell’intera partecipazione a soluzioni che consentirebbero ai soci di vendere le proprie quote gradualmente. Una formula pensata per lasciare maggiore libertà di scelta ai familiari e favorire il raggiungimento di un’intesa.
Del Vecchio cambia strategia: dal confronto al dialogo
La nuova iniziativa arriva dopo anni segnati da divergenze sulla gestione dell’eredità e sul futuro della holding. Nella lettera, Leonardo Maria Del Vecchio ha riconosciuto di aver commesso alcuni errori nel tentativo di trovare una soluzione, ammettendo che in passato i rapporti familiari siano stati condizionati anche da scontri e incomprensioni. Un atteggiamento che l’imprenditore sostiene di voler superare, privilegiando adesso il confronto diretto con gli altri azionisti. In questa direzione è anche la decisione di rinunciare alle azioni legali precedentemente avviate nei confronti di alcuni familiari.
Il cambiamento non riguarda soltanto i rapporti personali, ma anche il modo in cui Del Vecchio intende affrontare la questione societaria. Dopo aver cercato di consolidare gli equilibri interni attraverso l’acquisto di singole partecipazioni, ora punta a una soluzione più ampia, che coinvolga potenzialmente l’intero capitale della holding. Un primo momento di confronto potrebbe arrivare entro il 7 novembre, quando i soci potrebbero riunirsi per esaminare l’offerta. Resta comunque aperta la possibilità di incontri individuali, qualora alcuni azionisti preferissero valutare separatamente le condizioni.
Delfin, un patrimonio strategico tra finanza e industria
La partita riguarda uno dei patrimoni finanziari più importanti d’Europa. Delfin rappresenta infatti molto più di una semplice società di famiglia: attraverso le sue partecipazioni esercita un peso significativo in alcuni dei principali gruppi industriali, bancari e assicurativi. La holding possiede il 32,4% di EssilorLuxottica, il colosso dell’occhialeria guidato da Francesco Milleri, oltre al 10% di Assicurazioni Generali, al 17,6% di Monte dei Paschi di Siena e al 2,7% di UniCredit. A queste partecipazioni si aggiunge il 28% di Covivio, società immobiliare francese.
Un insieme di investimenti che produce dividendi superiori al miliardo di euro ogni anno e che rende particolarmente delicata qualsiasi operazione destinata a modificarne gli assetti proprietari. Rimane però da chiarire un elemento fondamentale: quanto Leonardo Maria Del Vecchio sia disposto a pagare per acquisire il 100% di Delfin. Il valore economico della nuova proposta non è stato ancora reso pubblico.
Le precedenti offerte e l’interesse dell’imprenditore ceco Strnad
Non è la prima volta che Leonardo Maria Del Vecchio tenta di aumentare la propria partecipazione nella holding. In primavera aveva messo sul tavolo 10 miliardi di euro per acquistare il 25% detenuto da Luca e Paola Del Vecchio, senza riuscire a concludere l’operazione a causa della mancata sottoscrizione di una lettera di patronage da parte di Delfin. Più recentemente aveva avanzato un’altra proposta, questa volta da 3,5 miliardi di euro, per rilevare il 12,5% appartenente a Rocco Basilico. Anche in quel caso la trattativa non aveva avuto seguito, dopo il rifiuto dell’azionista.
Nel frattempo, l’interesse per Delfin è arrivato anche dall’esterno della famiglia. L’imprenditore ceco Michal Strnad, già azionista di Pirelli, aveva manifestato la disponibilità ad acquistare la holding per circa 30 miliardi di euro, valutando anche l’ipotesi di acquisirne una quota di maggioranza pari al 62,5%. La proposta, tuttavia, non ha incontrato il favore degli eredi, contrari a trasferire a un investitore esterno il controllo del patrimonio costruito dal padre.
Il futuro di Delfin passa dalla decisione degli eredi
La nuova offerta di Leonardo Maria Del Vecchio si inserisce dunque in una fase decisiva per il futuro della holding. Il sostegno finanziario di Citi rappresenta un elemento di novità rispetto ai precedenti tentativi, ma non basta da solo a garantire il successo dell’operazione. Molto dipenderà dalla disponibilità degli altri sette soci ad avviare una trattativa e dalle condizioni economiche che verranno effettivamente presentate.
Per Leonardo Maria Del Vecchio, la questione non riguarda soltanto il controllo di un patrimonio miliardario, ma anche la possibilità di dare una direzione comune all’eredità industriale e finanziaria del padre. Tra gli obiettivi dichiarati figura infatti la volontà di preservare l’identità italiana di Delfin, evitando che le divisioni familiari finiscano per comprometterne il futuro.La prossima settimana potrebbe quindi segnare un passaggio importante per la famiglia Del Vecchio. Dopo quattro anni di trattative, proposte e contrasti, resta da capire se questa volta ci siano le condizioni per raggiungere un accordo.
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