Pubblicità
consorzio arcale

Monito Fmi: ‘L’economia mondiale potrebbe essere messa alla prova’

“Ulteriori shock geopolitici possono ripercuotersi ancora sui pezzi e interruzioni delle forniture”, il monito di Fmi. In rialzo il Pil italiano, stabile gli Stati Uniti. L’inflazione dovrebbe aumentare al +3,3% nel 2026 dal 1,6% del 2025

3 Min di lettura

Nonostante abbia retto, l’economia mondiale “potrebbe essere messa alla prova”. È l’allarme lanciato durante l’introduzione al World Economic Outlook dalla capo economista Fmi Silvana Tenreyro. L’economia globale “ha retto nonostante una raffica eccezionale di shock”, l’apice raggiunto con la guerra in Medio Oriente. Al momento la “resilienza” ha sorretto “il riorientamento degli approvvigionamenti energetici” e “il boom degli investimenti per l’Ia”.

Poi il monito: “Ulteriori shock geopolitici possono ripercuotersi ancora sui prezzi e interruzioni delle forniture. Inoltre l’alto debito limita gli spazi di manovra fiscale, e le banche centrali hanno le mani legate perché devono concentrarsi sulla stabilità dei prezzi”. Nel quadro si inseriscono di dati del Fondo monetario internazionale che ha rivisto al rialzo il Pil italiano nel 2026, arrivando a +0,8% rispetto al 0,5% di luglio. In rialzo anche la previsione di crescita del 2027 al 0,6% dal +0,5% di luglio.

Fmi e l’inflazione

Secondo i dati riportati, l’inflazione dovrebbe aumentare al +3,3% nel 2026 dal 1,6% del 2025, per poi riabbassarsi nel 2027 arrivando al 2,8%. Il tasso di disoccupazione frenerà al 5,6% quest’anno dal 6,1% del 2025 per poi risalire di 0,2 punti percentuali al 5,8% nel 2027. Tornando al Pil, gli Stati Uniti dovrebbero restare stabili e crescere di 0,1 punti percentuali nel 2027. In Europa la Germania sembra riprendersi il cui Pil passa dallo 0,2% del 2025 al 1,3% di quest’anno. La Spagna invece riconferma la sua posizione con il Pil rivisto al rialzo quest’anno al +2,5%.

Per quanto riguarda le economie emergenti, la Cina rallenta arrivando al 4,5% e nel 2027 potrebbe subire un’ulteriore frenata arrivando al 4%. L’India invece si conferma il motore del mondo. Quest’anno il Pil è stato rivisto dal 6,4% al 7% mentre il prossimo dal 6,7% al 7%. Al ribasso il Pil russo dal 1,1% allo 0,9% sia quest’anno che il prossimo. “La politica di bilancio deve essere contenuta e contribuire a frenare le pressioni della domanda in un momento di rischi inflazionistici accresciuti”, sostiene il Fmi.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Pubblicità
Antichi Telai 1894