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Crans Montana, dalla Svizzera 55 mila euro alle famiglie delle vittime

Dopo la strage di Crans-Montana, la Confederazione svizzera sceglie di offrire un sostegno alle famiglie delle vittime del rogo del Le Constellation: un contributo di solidarietà una tantum di 50mila franchi (circa 55mila euro)

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A quasi due mesi dalla notte che ha segnato per sempre il Capodanno di Crans-Montana, la Confederazione svizzera sceglie la strada di un sostegno concreto e immediato alle famiglie delle vittime del rogo del Le Constellation, costato la vita a 41 persone, tra cui sei giovani italiani, e che ha lasciato 115 feriti.

Il Consiglio federale ha proposto un contributo di solidarietà una tantum di 50mila franchi (circa 55mila euro), per ciascuna famiglia delle persone decedute e per i feriti gravi. La misura, che dovrà essere approvata dal Parlamento a marzo con procedura urgente, si affianca all’aiuto d’emergenza di 10mila franchi già disposto dal Canton Vallese. L’obiettivo è chiaro: garantire un sostegno rapido, semplice sul piano amministrativo e capace di alleviare almeno nell’immediato le difficoltà economiche e pratiche di chi si trova a fare i conti con le conseguenze della tragedia.

Accanto al contributo diretto, il governo federale intende istituire una tavola rotonda che riunisca vittime, familiari, assicurazioni e autorità coinvolte per favorire soluzioni stragiudiziali. Un tentativo di evitare anni di contenziosi e incertezze, con la possibilità, prevista dalla nuova legge federale, di destinare fino a 20 milioni di franchi a eventuali accordi. Un segnale istituzionale che punta non solo al ristoro economico, ma anche a ridurre il peso umano e psicologico delle lunghe battaglie legali.

Proseguono le indagini sull’incendio a Crans Montana

Nel frattempo l’inchiesta prosegue per ricostruire quanto accaduto in quei minuti concitati. Davanti ai magistrati della Procura di Sion ha parlato il capo dei pompieri di Crans-Montana, David Vocat, che ha descritto quella notte come “un incubo senza fine”: l’arrivo sul posto, le persone ferite, i soccorsi resi possibili anche dall’aiuto spontaneo di chi era lì. Tra questi, ha raccontato, anche Jacques Moretti.

Gli inquirenti hanno inoltre avviato una rogatoria internazionale verso la Francia per ascoltare quattro cittadini francesi presenti nel locale. Tra loro tre dipendenti: il cameriere Mathieu Aubrun, che in quei momenti portava in salvo sulle spalle la collega Cyane Panine coinvolta nell’innesco dell’incendio con una bottiglia di champagne; i camerieri Ambra Sobaga e Gaethan Thomas e il cliente Nathan Jooris. Le loro testimonianze serviranno a chiarire lo svolgimento della serata, gli istanti precedenti al rogo e le misure di sicurezza adottate nel locale.

Mentre la giustizia continua il suo corso, il provvedimento della Confederazione prova a rispondere a un’esigenza più immediata: quella di non lasciare sole le persone colpite. Un aiuto che non cancella il dolore né colma il vuoto di chi non c’è più, ma che rappresenta un gesto di responsabilità pubblica e di vicinanza, nel tentativo di trasformare una tragedia collettiva in un percorso condiviso di sostegno e ricostruzione.

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