Sono fonti legali che hanno emergere in anticipo la decisione presa dal gip Tiziana Landoni. Il presunto amministratore del gruppo ‘Movimento 17 ottobre’ , Youssef Siher è tornato libero dopo essere stato fermato la notte di sabato scorso prima delle proteste in programma. Secondo quanto emerso, quindi, la giudice per le indagini preliminari, ha rigettato la richiesta di convalida del fermo e la richiesta della pm Francesca Crupi della misura cautelare in carcere.
Al ricercatore sono stati contestati dai pm i reati di istigazione per delinquere aggravata dalle finalità terroristiche e di partecipazione violenta alle manifestazione pubbliche per aver creato i profili social del cosiddetto “Movimento 17 ottobre”. La giudice quindi ha probabilmente accolto la tesi degli avvocati difensivi di Siher, che avevano contestato tutta la ricostruzione dei pm e la sussistenza delle esigenze cautelari.
Youssef Siher, le parole della gip di Milano
La gip di Milano ha quindi spiegato che i contenuti pubblicasti sulla char Telegram il ricercatore ha espresso “modalità di protesta” contro le “attuali politiche governative”, oltre ad “evocare azioni di ‘disobbedienza civile”. Quest’ultime però non “si traducono nell’adozione di comportamenti violenti o più in generale criminosi, bensì nella mera programmazione di manifestazioni settimanali, capaci di sensibilizzare e coinvolgere il maggior numero possibile di persone”.
Landoni comunque ha riconosciuto i “gravi indizi di colpevolezza”. L’accusa formulata dai pm parlava di un progetto “eversivo” di “rivoluzione contro l’attuale governo” e di sostegno “alla rivolta”. A margine dell’udienza gli avvocati della difesa del 30enne, Yasmine Abu Sharar e Benedetto Ciccarone, avevano dichiarano: “Lui non ha fatto niente. Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze, non c’è il terrorismo, non c’è alcun reato a noi nell’udienza abbiamo contestato le imputazioni dal punto di vista del diritto”.
Le parole di Giorgia Meloni
“Una decisione vergognosa”. Commenta così la premier Giorgia Meloni tramite un video pubblicato sui social la decisone della gip di Milano. La presidente del Consiglio ha poi aggiunto: “Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali”.
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