Pubblicità
Antichi Telai 1894

Crans Montana, la porta chiusa prima dello scoppio del rogo

Il video, in possesso degli investigatori, mostrerebbe che alle 1.26 un dipendente avrebbe aperto la porta per far entrare un uomo che, a sua volta, avrebbe poi richiuso il passaggio con il chiavistello

3 Min di lettura

Oggi un primo passo concreto nella cooperazione tra Italia e Svizzera nell’inchiesta sul rogo del Constellation, a Crans Montana, dove sono morte 41 persone, tra cui 6 ragazzi italiani. Infatti oggi e domani a Sion saranno presenti i Pm di Roma per esaminare gli atti utili al Tribunale Penale di Roma per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni.

Comincia così il percorso di collaborazione annunciato il 19 febbraio a Berna, nel vertice tra il procuratore capo della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi e la procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud. Attività che si inquadra più come un “assistenza giudiziaria“, ma che non si configura ancora come un’inchiesta con una “squadra investigativa comune”, come aveva auspicato la premier Giorgia Meloni.

Crans Montana, la porta sarebbe stata chiusa poco prima dell’inizio dell’incendio

I magistrati romani, accompagnati dai funzionari della squadra mobile e dei vigili del fuoco e dagli ufficiali di collegamento dell’ambasciata italiana, sono arrivati oggi a Sion in una settimana in cui gli inquirenti svizzeri stanno dando una significativa accelerazione all’attività investigativa del caso Crans Montana.

Infatti proprio mercoledì si svolgerà l’audizione di un testimone fondamentale: Rozerin Ozkaytan, la giovane fotografa sopravvissuta al rogo, dopo essere rimasta in coma per settimane. Inoltre, dal dossier dell’inchiesta di oltre 3500 pagine emerge uno sconvolgente dettaglio: la porta di sicurezza posta al pian terreno del Constellation, sarebbe stata chiusa con un chiavistello pochi secondi prima dell’inizio del rogo.

Le nuove immagini delle telecamere emerse nel caso Crans Montana

La particolare coincidenza è stata segnalata in un rapporto della polizia del Vallese che ha passato sotto la lente d’ingrandimento le immagini interne del locale. Un video di 31 secondi, in possesso degli investigatori, mostrerebbe che alle 1.26 un dipendente avrebbe aperto la porta per far entrare un uomo che, a sua volta, avrebbe poi richiuso il passaggio con il chiavistello. Pochi secondi dopo sarebbero state accese le candele pirotecniche, legate alle bottiglie di champagne, che avrebbero causato l’incendio del soffitto ricoperto di una schiuma fonoassorbente altamente infiammabile.

Jessica Moretti, la proprietaria del discobar ha infatti sostenuto di fronte agli inquirenti che quella porta era usata dai dipendenti e non veniva mai chiusa. Anche il marito Jacques ha confermato che la porta non doveva essere chiusa. Il buttafuori in servizio nel locale la notte di Capodanno, Jankovic Predrag, avrebbe invece riferito di aver “sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori, mentre dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”. Il 7 aprile sarà nuovamente interrogato Jacques Moretti e, nei giorni successivi, saranno sentiti gli ultimi indagati in ordine di tempo: i cinque amministratori comunali, tra cui il sindaco Nicolas Féraud.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Pubblicità