L’indagine della Procura di Roma sulla tragedia di Crans Montana prende sempre più consistenza, Jaques Moretti e sua moglie Jessica sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura capitolina nell’ambito del procedimento legato al devastante incendio di Capodanno nel locale Le Constellation, di cui i coniugi sono titolari.
Il primo passo era stato compiuto con le testimonianza di quanti sono sopravvissuti al rogo e con le autopsie dei ragazzi italiani deceduti. Ora, i nomi dei coniugi sono stati iscritti nel registro degli indagati e i pm capitolini, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, possono procedere contestando i reati di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica.
Le versioni dei proprietari e le testimonianze dei ragazzi coinvolti
Jacques e Jessica Moretti, i gestori del bar Le Constellation di Crans Montana avevano avuto un primo confronto con gli inquirenti a seguito della tragica notte di Capodanno, dove hanno perso la vita 41 giovani, fra cui 6 italiani, e altri 115 sono rimasti feriti. Jessica Moretti aveva sostenuto di fronte agli inquirenti che la porta di sicurezza, decisiva nell’avvenimento della tragedia e che avrebbe potuto salvare vite, era usata dai dipendenti e non veniva mai chiusa. Anche il marito Jacques aveva confermato la stessa versione.
L’indagine romana era stata aperta lo scorso gennaio dal pm Lo Voi, e fino a questo momento il fascicolo era rimasto aperto contro ignoti. Agli atti dell’inchiesta capitolina ci sono le testimonianze dei ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del locale da cui è emerso che le uscite di sicurezza erano sbarrate e che la titolare Jessica Moretti stava scappando, poi il fuoco divampato in pochi minuti per l’assenza di materiali ignifughi, l’assenza di un estintore utilizzato e nessuno che dava indicazioni a chi tentava di fuggire.
I pm a lavoro per la ricostruzione della dinamica dei fatti
L’interrogatorio di Jaques Moretti nei giorni scorsi era stato spostato a data da destinarsi per due certificati medici di depressione e stress post traumatico presentati dalla sua difesa, ciò aveva generato forte malcontento tra legali delle famiglie delle vittime. Ma dopo la notizia dell’indagine da parte della Procura di Roma, l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, che rappresenta la famiglia di una delle giovani ferite nell’incendio dice di essere “soddisfatto di apprendere che la Procura di Roma abbia iscritto i primi indagati”. E aggiunge: “È un ulteriore passo in avanti per accertare i fatti e le conseguenti responsabilità per la tragedia che si è consumata.
Inoltre nell’ambito dell’indagine i pm avrebbero disposto il sequestro probatorio dei cellulari delle vittime e dei sopravvissuti per ricostruire la dinamica dei fatti, che è già stata possibile chiarire nei giorni precedenti grazie alle dichiarazioni di due testimoni fondamentali per la vicenda: Rozerin Ozkaytan, la giovane fotografa sopravvissuta al rogo, dopo essere rimasta in coma per settimane e il buttafuori Jankovic Predrag che avrebbe invece riferito di aver “sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori, mentre dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”.
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