Terremoto negli Usa dopo l’esito delle Midterm. Mike Johnson non continuerà a guidare i Repubblicani alla Camera nel nuovo Congresso che si insedierà. Lo speaker, stretto alleato del presidente Donald Trump, avrebbe deciso di fare un passo indietro dopo la sconfitta del partito, lasciando spazio a una nuova leadership. La notizia è riportata da diversi media statunitensi, tra cui Cnn, che citano fonti a conoscenza dei suoi piani.
Secondo le ricostruzioni, Johnson avrebbe comunicato la decisione al proprio staff nel corso di una riunione tenutasi mercoledì mattina. Il repubblicano della Louisiana non ha ancora chiarito se intenda mantenere il proprio seggio in Congresso.
I possibili successori: Scalise, Jordan ed Emmer
Tra i nomi indicati per raccogliere il testimone di Johnson c’è quello di Steve Scalise, attuale numero due della leadership repubblicana alla Camera, anch’egli rappresentante della Louisiana. Secondo quanto riferito da diversi organi di stampa, Scalise starebbe già lavorando per ottenere l’incarico e oggi dovrebbe annunciare la sua candidatura. Secondo la Cnn, la sua priorità assoluta sarà riportare il Gop alla guida della Camera.
Nella corsa potrebbero entrare anche Jim Jordan, deputato dell’Ohio e presidente della Commissione Giustizia, e Tom Emmer, rappresentante del Minnesota e terzo esponente per grado nella leadership del partito.
Johnson lascia dopo aver condotto una campagna elettorale su larga scala: nel corso del ciclo biennale ha fatto tappa in 36 Stati e, fino a metà ottobre, aveva contribuito a raccogliere oltre 526 milioni di dollari a sostegno dei singoli candidati repubblicani e del super PAC collegato al partito.
La maggioranza passa ai Democratici
La decisione arriva dopo la sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato. I Democratici hanno conquistato almeno 228 seggi alla Camera, superando la soglia dei 218 necessaria per ottenere la maggioranza. I Repubblicani risultano invece vincitori in 139 distretti, mentre 68 competizioni sono ancora da assegnare.
Nelle proiezioni di Nbc News, i Democratici potrebbero arrivare a 258 seggi contro i 177 repubblicani. Sul risultato elettorale hanno pesato, secondo le ricostruzioni dei media statunitensi, il malcontento degli elettori per l’alto costo della vita e le critiche alla guerra con l’Iran, diventata impopolare. Il voto ha così ridisegnato gli equilibri alla Camera, dove i Democratici partivano dagli attuali 214 seggi.
La corsa alle presidenziali abbia inizio
Intanto oggi comincia un’altra corsa: quella per le presidenziali del 2028. Dal lato repubblicano, aspirano alla
candidatura almeno tre esponenti di peso dell’amministrazione di Trump: il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. Ora però l’esito delle Midterm solleva qualche dubbio su come il presidente Trump intenda costruire la sua successione e su se e come i repubblicani glielo consentiranno.
D’altro canto anche i democratici non hanno ancora costruito una candidatura solida e un leader. Tuttavia dalle urne di ieri sono emersi i nomi di alcuni potenziali candidati rafforzati dal voto: Jon Ossoff è un esempio.Ha strappato a Trump la Georgia con con il 63% e di recente ha promesso che, se eletto, avrebbe completato il suo mandato di sei anni in Senato.
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