Si delineano i contorni degli attacchi hacker ai frigoriferi che hanno interessato tutta l’Europa, compresa l’Italia. Secondo quanto riporta il Tg1, due gruppi di hacker filorussi, Noname057 (16) e Z-Pentest, hanno rivendicato gli attacchi tramite un video postato sui social. Intanto Palazzo Chigi rassicura sostenendo che l’impatto di tali attacchi hacker “è al momento fortemente limitato”. A risentirne sono stati principalmente i piccoli esercizi commerciali, mentre le grandi catene sarebbero riuscite a contenere i danni.
Resta comunque alto lo stato di allerta e vi è la “massima attenzione”. Infatti, l’Autorità delegata alla sicurezza nazionale, Alfredo Mantovano, ha presieduto un tavolo con Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e Andrea Quacivi, il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, oltre che i vertici dell’intelligence.
Hacker dei frigo, le ultime misure adottate e i supermercati colpiti
Dopo la riunione convocata da Mantovano, Quacivi riunisce con urgenza i rappresentati della grande distribuzione e del ministero dell’Agricoltura per sottolineare che “la condivisione tempestiva delle informazioni è elemento essenziale per rafforzare la capacità di prevenzione e risposta agli attacchi informatici”. Dalla presidenza del Consiglio proseguono invece le rassicurazioni: “Non sussiste alcun allarme”, dato che sono stati colpiti pochi esercizi commerciali e “per lo più muniti ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti”.
Dall’altra parte le grandi catene di distruzione godono di “sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole”. Comunque “non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento”. Secondo quanto emerso, i presunti aggressori sfrutterebbero un punto debole nei meccanismi di autenticazione, accedendo da remoto ai comandi dei frigo connessi ad internet e alzando la temperatura. In Italia sono stati colpiti: il gruppo Arena con 20 supermercati in Sicilia, la Conad con 3 punti vendita sempre in Sicilia e 2 in Veneto, mentre nel fiorentino e in Emilia Romagna è stata presa di mira l’azienda di ristorazione collettiva Siaf.
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