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Bosnia, atterrate a Ciampino le salme dei quattro militari morti nell’incidente dell’elicottero

I feretri dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, del tenente Franco Adriano Zecchillo e del sergente Laura Procacci, entrambi appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, deceduti in Bosnia, sono arrivati a Ciampino a bordo di un C-130. Ad accoglierli il presidente Mattarella, la premier Meloni e i vertici istituzionali. Le salme saranno trasferite al Celio, dove verrà allestita la camera ardente

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Sono atterrate all’aeroporto di Ciampino le salme dei quattro militari italiani morti nell’incidente dell’elicottero avvenuto in Bosnia-Erzegovina il 29 ottobre. I feretri dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e del tenente Franco Adriano Zecchillo e del sergente Laura Procacci, entrambi appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, sono arrivati a bordo di un C-130 dell’Aeronautica militare presso il 31° Stormo.

Ad accogliere le quattro vittime erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto, insieme ad altre autorità civili e militari. Presenti anche i familiari, arrivati prima delle autorità e stretti nel dolore per la perdita dei propri cari.

Le salme saranno trasferite al Policlinico militare Celio, a Roma, dove verrà allestita una camera ardente in attesa dei funerali.

Lo schianto durante il decollo in Bosnia

L’incidente è avvenuto nel pomeriggio del 29 ottobre, quando un elicottero militare italiano CH-47 Chinook, impegnato nell’operazione europea Eufor Althea, è precipitato poco dopo aver iniziato il decollo. Le cause dello schianto sono ancora da accertare e sono in corso le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Oltre ai quattro militari deceduti, altre 11 persone sono rimaste ferite. Secondo le informazioni disponibili, nessuna sarebbe in pericolo di vita. I feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Brčko, vicino al villaggio di Gorice, dove è avvenuto l’incidente, e di Tuzla.

La missione europea Eufor Althea

L’elicottero era impegnato nell’operazione Eufor Althea, la missione militare dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina avviata il 2 dicembre 2004 in sostituzione della Sfor, la forza di stabilizzazione guidata dalla Nato che contribuiva a garantire la sicurezza del Paese dopo la guerra dei Balcani.

L’operazione punta a mantenere un ambiente sicuro e stabile e a sostenere il rafforzamento delle istituzioni bosniache, anche in vista del percorso del Paese verso l’adesione all’Unione europea. Dal 21 gennaio 2026 il comando è affidato al generale di divisione Maurizio Froda.

Nel corso degli anni, parte delle responsabilità per la stabilizzazione è stata progressivamente affidata alle autorità locali. Nel 2025, il contributo italiano alla missione è stato di circa 199 militari, 44 mezzi terrestri e un mezzo aereo. Mentre l’Italia accoglie le salme dei quattro militari, proseguono gli accertamenti per chiarire le cause dell’incidente e individuare eventuali responsabilità.

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