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Crans-Montana, la Svizzera insiste: ‘Mandateci anche voi le vostre fatture’

Il nostro ambasciatore rimarca la reciprocità di aiuti e soccorsi, ma la Svizzera insiste sul fatto che l’Italia debba pagare per il ricovero in territorio elvetico dei ragazzi italiani. Il padre di una vittima di Losanna si espone a riguardo

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La tragedia del rogo di Crans-Montana persiste nelle sconcertanti situazioni che si stanno susseguendo dopo il dramma di Capodanno. Le famiglie delle vittime, 41 morti e 117 feriti, stanno combattendo anche una battaglia burocratica che viene definita fredda, senza umanità. Il caso è complicato e spinoso: all’Italia è stato chiesto di pagare le spese per il ricovero dei ragazzi italiani rimasti feriti. Il nostro ambasciatore a Berna, Gian Lorenzo Cornado, non risparmia lo sgomento sulla richiesta della Svizzera, che secondo il diplomatico italiano, rappresenta una minimizzazione della tragedia ad un “banale infortunio”.

Secondo quanto riporta Corriere, le spese che dovrebbe pagare il governo italiano a quello elvetico è pari a 108 mila euro, una cifra che potrebbe aumentare quando si comprenderanno tutti i ricoveri e non solo i quattro attuali. Nella trasmissione tv svizzera Rsi Doria Bianchi, direttrice dell’ufficio federale delle assicurazioni sociali si è confrontata con Cornado. La direttrice ha tenuto il punto e, scusandosi per l’invio delle fatture alle famiglie italiane, ha rimarcato: “Ma gli accordi europei vanno rispettati: mi attendo che il ministero della salute italiano paghi le spese dei ragazzi ricoverati negli ospedali svizzeri”.

Crans-Montana, lo scontro anche sulle vittime svizzere in Niguarda

Il dibattito viene acceso anche dalla dichiarazione che suona come “se noi vi chiediamo questo, potete farlo anche voi”. Ovvero, Bianchi ha infatti precisato di aspettarsi “che il vostro ministero della Salute mandi a LaMal le spese di rivolevo dei pazienti svizzeri in Italia”, riferendosi alle vittime del Niguarda alle quali il Paese ha prestato soccorso mandando un elicottero della Protezione civile. Al quotidiano, il nostro ambasciatorie ha ribadito il punto: “Se questi sono gli accordi, allora l’Italia rinuncia ad avvalersene. Non fattureremo le spese dei ragazzi svizzeri ricoverati da noi e ci aspettiamo che Berna faccia lo stesso”.

Ovviamente, a subire i danni di tali richieste sono sempre le famiglie delle vittime, che devono gestire anche il dolore di questa “burocrazia fredda e senza dignità”, come definita da Michael Pidoux, padre di un 17enne di Losanna morto nel rogo. L’uomo ha dichiarato: “Queste fatture sono uno scandalo. Una follia, il nostro dolore, e quello delle altre famiglie non può essere contabilizzato.”

Aggiungendo parole dure rivolte al suo paese: “La Svizzera non ha ancora capito che questo non è un fatto locale, ma un dramma europeo. Quel conto presentato dal nostro Stato è solo fredda burocrazia senza dignità”. Nonché sollevando la questione del risarcimento di 10 mila euro: “La cosa più difficile da accettare è che per i nostri figli scomparsi sia stato riconosciuto un risarcimento minimo: appena 10 mila franchi. E ora la Svizzera ha il coraggio di chiedere cifre simili per poche ore di ricovero in territorio elvetico”.

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