Una mostra in Puglia per la Puglia e non solo. A Francavilla Fontana il Castello Imperiali diventerà il palcoscenico di un’esposizione capace di raccontare l’evoluzione del Barocco nella storia e la sua trasformazione in Neobarocco. Da Rubens fino al contemporaneo Igor Mitoraj, la mostra raccoglie le opere di tanti artisti con la cura scientifica del professor Pierluigi Carofano e l’organizzazione di Micexperience Puglia Rete d’Imprese, promotrice del progetto Walking Art.
Ai nostri microfoni, il presidente Pierangelo Argentieri ne descrive l’impatto e parla di prospettive future. Attivo dal 2018, Walking Art ha progressivamente fatto incontrare due dimensioni spesso separate: quella culturale e quella turistica. Due piani che, come spiega Argentieri, “si sono sovrapposti, intrecciati”, fino a diventare parte dello stesso percorso. Dal punto di vista culturale, l’obiettivo è offrire ai pugliesi la possibilità di vivere grandi mostre senza doversi spostare. In altre parole, portare la cultura “a casa”, rendendola accessibile e continuativa.
Ma è proprio da qui che si apre il secondo livello, quello turistico, perché ciò che viene pensato per il territorio finisce per diventare attrattivo anche per chi arriva da fuori. Il turista non cerca un prodotto costruito artificialmente, ma vuole vivere ciò che è autentico. E in questo senso, le mostre diventano uno strumento per valorizzare borghi, centri storici e spazi spesso poco sfruttati, che trovano nuova visibilità.
Walking Art si configura così come un sistema di “mostre diffuse”, un vero e proprio tessuto che unisce comuni, imprese e realtà culturali. L’esposizione non è più solo un evento, ma diventa una porta d’ingresso per scoprire un territorio, viverlo e attraversarlo.
Francavilla Fontana, il sindaco Denuzzo: “Qui siamo immersi nell’arte”
In questo contesto si inserisce Francavilla Fontana, una realtà che, come spiega Argentieri “sta iniziando a farsi spazio nei circuiti regionali“. Eventi come questo rappresentano un passaggio importante, perché non si tratta di appuntamenti che si esauriscono in poche ore, ma di iniziative che durano mesi, mantenendo alta l’attenzione nel tempo.
È proprio questa continuità a fare la differenza: i riflettori restano accesi più a lungo e la città ha modo di raccontarsi e mostrare cosa è in grado di offrire, costruendo passo dopo passo la propria riconoscibilità. A fare eco alle parole di Argentieri, il sindaco di Francavilla Fontana, Antonello Denuzzo, che commentando l’iniziativa in relazione alla sua città, ha dapprima evidenziato il valore artistico del luogo: “Qui siamo immersi nell’arte! Basti pensare alle architetture dei principali beni culturali monumentali, le chiese o le proprietà private“.
Una cornice in cui il primo cittadino ha manifestato anche il desiderio comune di “offrire un’esperienza gradevole di fruizione della città per chi verrà da fuori” ma anche di rendere la mostra, visitabile da sabato 21 marzo, motivo di orgoglio per tutta la comunità.
Eventi sì, ma solo se di qualità
Il punto, però, non è solo fare eventi. È farli bene. Argentieri è netto su questo: sono “fondamentali”, ma devono essere costruiti con rigore e qualità. Dietro una mostra, infatti, si muove un sistema complesso fatto di competenze, investimenti e professionalità.
E uno degli elementi distintivi del progetto è proprio il coinvolgimento del territorio: molte delle figure che lavorano all’organizzazione e all’allestimento sono locali, creando così anche una ricaduta economica diretta. Infatti, anche il sindaco Denuzzo, parla di “un percorso di coinvolgimento della cittadinanza” utile a rendere la mostra un’esperienza condivisa e collettiva.
Un progetto che guarda oltre
I numeri confermano la solidità del percorso: circa 110 mila visitatori hanno già preso parte alle iniziative di Walking Art. Un risultato che, nelle intenzioni, non rappresenta un punto di arrivo ma una base da cui partire. La strategia è crescere e allargarsi. Si lavora già a nuove tappe, come una mostra a Ostuni, ma l’ambizione va oltre i confini locali, fino alle grandi città pugliesi e persino all’estero.
Un altro elemento centrale è l’attenzione agli artisti del territorio. Accanto ai nomi di rilievo nazionale e internazionale, c’è sempre spazio per quelli pugliesi. L’obiettivo è mantenere un equilibrio tra apertura e identità, valorizzando chi contribuisce a raccontare culturalmente la regione.
In questo stesso equilibrio si inserisce anche la presenza di opere contemporanee nella mostra a Francavilla, come quella di Igor Mitoraj, che porta una ventata di freschezza all’interno di un contesto più legato alla tradizione. L’effetto è quello di ampliare lo sguardo: non solo radici, ma anche evoluzione. Un dialogo tra passato e presente che rende l’esperienza più dinamica e attrattiva.
Una consapevolezza che cresce
Il turismo culturale in Puglia, oggi, non è più un’intuizione ma una realtà in costruzione. Secondo Argentieri, si sta sviluppando una maggiore consapevolezza: eventi, mostre e tradizioni stanno progressivamente spostando l’attenzione verso proposte di qualità.
E l’effetto potrebbe essere a catena: “ci sarà un ulteriore effetto imitativo, nel senso positivo del termine“. Più esperienze funzionano, più diventano modello. Segno che la direzione è tracciata. Ora si tratta solo di percorrerla fino in fondo.
© Riproduzione riservata


