Pierluigi Diaco è finito al centro delle polemiche dopo l’intervista ad Alberto Ravagnani a Bella Ma’. Adesso che Milly Carlucci ne ha preso le distanze pubblicamente, Federica Frangi, del cda Rai, ha preso le difese del conduttore, tramite una nota, ritenendo esagerate le polemiche.
Secondo lei le domande erano più che lecite e che non si può contestare il lavoro di un giornalista solamente perché prova ad indagare sulla verità. Una posizione ben diversa dalla matron di Ballando con le stelle che per la prima volta nella storia del programma si è esposta mediaticamente contro un collega.
Diaco, Frangi: “Polemiche sproporzionate”
Federica Frangi interviene a gamba tesa nella polemica dimostrando come Pierluigi Diaco abbia la protezione da parte del Cda Rai e che quindi non gli accadrà nulla. In molti ritengono che basteranno delle scuse, ma dipende come e in che modalità avverranno.
“Trovo francamente sproporzionate le polemiche contro Pierluigi Diaco. Un giornalista ha il diritto di porre domande scomode, dirette e provocatorie. L’intervistato ha, naturalmente, il diritto di non rispondere. Ma il diritto di non rispondere non può trasformarsi nel divieto di fare domande”, così in una nota Frangi.
“Alberto Ravagnani ha scelto liberamente di raccontare in pubblico la propria storia personale e spirituale. È quindi legittimo che un’intervista provi ad approfondirne anche gli aspetti più intimi. Si può discutere dei toni, non mettere sotto processo la libertà di interrogare. Chi segue BellaMa’ sa bene che Pierluigi Diaco conduce interviste mai banali, dirette e capaci di andare oltre la superficie. Un approccio che contribuisce all’identità del programma, che sta ottenendo buoni risultati di ascolto nella propria fascia oraria. Ed è proprio questa libertà di fare televisione, senza schemi precostituiti e senza timore di affrontare temi scomodi, che va tutelata“, secondo Frangi l’atteggiamento di Diaco fa parte del suo modus operandi e non ci si può aspettare qualcosa di diverso.
Poi spiega: “La Rai deve difendere il pluralismo, non alimentare il conformismo. Non si può accusarla quando i giornalisti non incalzano abbastanza la politica e poi contestarli quando pongono domande scomode. Basta doppiopesismo. La libertà di fare domande deve valere sempre, non soltanto quando fa comodo”.
Ma ciò che ha fatto Diaco si può correlare al diritto di cronaca e alla libertà che ha un giornalista di fare certe domande? Non sempre è tutto lecito…
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