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Renzi attacca il Fatto Quotidiano: ‘In Italia conta il voto, non il veto’

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, denuncia i tentativi de Il Fatto Quotidiano di condizionare la composizione della coalizione di centrosinistra e rilancia la sfida delle primarie di febbraio 2027. Poi il parallelo con la Francia: "I riformisti devono unirsi fin dal primo turno"

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“Il voto conta in Italia. Il voto, non il veto“. Matteo Renzi torna ad attaccare Il Fatto Quotidiano, accusando il giornale di voler influenzare la composizione della coalizione di centrosinistra attraverso editoriali e partecipazioni ai talk show. “Trovo stucchevole la continua polemica contro di me“, scrive il leader di Italia Viva nella sua e-news, lamentando gli attacchi quotidiani rivolti a lui dal quotidiano e dalle trasmissioni che ospitano Marco Travaglio, Andrea Scanzi e altri esponenti della testata.

“È fantastico vedere come un giornale, o meglio: una società quotata in borsa, cerchi di indirizzare e condizionare la composizione di una coalizione politica“, afferma Renzi, che paragona la situazione a quella di Silvio Berlusconi, altro editore entrato direttamente in politica. “L’altro editore che entrò prepotentemente in politica si chiamava Silvio Berlusconi e prendeva i voti. Il Fatto Quotidiano invece pretende di dare la linea al centrosinistra con gli editoriali e le partecipazioni ai talk show“, sostiene.

La sfida delle primarie e delle elezioni del 2027

Renzi riferisce di ricevere ogni giorno circa un centinaio di messaggi da iscritti al partito che gli chiedono perché non risponda agli attacchi. La sua replica è netta: “Perché conta il voto, non il veto“.

Per il leader di Italia Viva, la sfida politica si giocherà dunque alle primarie previste per febbraio 2027, “se saranno primarie con più di due candidati“, e alle elezioni politiche della primavera dello stesso anno. L’obiettivo è ottenere una rappresentanza parlamentare sufficiente a incidere sulle scelte della prossima legislatura, a cominciare dall’elezione del presidente della Repubblica.

Il parallelo con la Francia: “I riformisti si uniscano”

Nella sua e-news, Renzi allarga poi lo sguardo alla situazione politica francese, indicando nel sistema del doppio turno un esempio delle conseguenze delle divisioni tra le forze politiche.

Secondo il leader di Italia Viva, Marine Le Pen sarebbe destinata a raggiungere il ballottaggio, mentre l’esito della sfida dipenderebbe dall’identità dell’avversario. Un candidato centrista, osserva, come il socialista Raphaël Glucksmann, il macroniano Gabriel Attal o altri esponenti, tra cui Édouard Philippe, potrebbe giocarsela. Diverso, invece, sarebbe lo scenario con un candidato della sinistra radicale come Jean-Luc Mélenchon: “La Le Pen vince in carrozza“, sostiene Renzi.

Da qui l’appello ai riformisti affinché si presentino uniti già al primo turno, evitando che le divisioni interne favoriscano la destra. “Altrimenti i loro egocentrismi porteranno alla vittoria della Le Pen“, avverte.

Renzi afferma di aver ribadito questo concetto anche il giorno precedente, dal palco di Barcellona, rivolgendosi a Philippe. In quell’occasione, sostiene, ha ricordato come la divisione della sinistra nel 2022 in Italia abbia contribuito alla vittoria di Giorgia Meloni.

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