Il Governo si prepara ad intervenire direttamente qualora le Regioni non riescano ad affrontare adeguatamente il problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica. A ribadirlo è il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenuto a Roma al Forum Salute e Innovazione, dove ha fatto il punto sulle misure necessarie per migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie. “Laddove riscontrassimo delle situazioni di grave inadempienza da parte delle Regioni, non esiterò a esercitare i poteri sostitutivi”, ha dichiarato il ministro, indicando con chiarezza la possibilità di ricorrere a interventi diretti nei casi più critici.
Schillaci ha sottolineato che la riduzione dei tempi di attesa richiede la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nel sistema sanitario. Il ministero, le amministrazioni regionali, gli assessori alla Sanità e gli stessi cittadini sono chiamati a contribuire alla ricerca di soluzioni efficaci. L’obiettivo è superare le difficoltà organizzative che rallentano le prestazioni e garantire ai pazienti risposte tempestive, evitando che le attese compromettano l’accesso alle cure.
Liste d’attesa: 2 milioni di prestazioni in più, ma resta il nodo dei tempi
Nel corso del suo intervento, il ministro ha richiamato i dati relativi all’attività sanitaria nei primi 9 mesi dell’anno. Secondo quanto riferito, sono state erogate 2 milioni di prestazioni in più rispetto all’anno precedente. Un incremento che, nelle intenzioni del ministero, rappresenta un segnale positivo del lavoro svolto per affrontare una delle principali criticità della sanità italiana.
Nonostante i progressi, Schillaci ha riconosciuto che la strada da percorrere è ancora lunga. L’aumento delle prestazioni, però, non elimina automaticamente le difficoltà dei cittadini che attendono visite specialistiche, esami diagnostici e altri interventi.
Il ministro ha evidenziato anche che l’Italia dispone oggi di un sistema strutturato per individuare le carenze, comprenderne le cause e definire gli interventi necessari. “Adesso insieme alle Regioni bisogna trovare le soluzioni per i cittadini”, ha concluso. La collaborazione istituzionale resta dunque centrale per poter arginare la drammatica problematica delle liste d’attesa.
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