“Se schiatta ci divertiamo”. Sarebbe questa una delle frasi pronunciate dai due agenti durante gli ultimi istanti di vita di Abderrahim Fakir, deceduto lo scorso 19 luglio durante un intervento di polizia. Secondo quanto riporta Repubblica, la bodycam di uno dei due agenti avrebbe registrato tutta la conversazione mentre il 42enne era riverso a terra e in posizione prona. “Per me può essere pure schiattato guarda”, dice uno degli agenti, mentre il l’altro domanda: “Ti ha morso parecchio?”, “Sulla gamba”, la risposta del collega.
Di sottofondo si sente uno dei soccorritori dire: “È incosciente dottoressa, ha gli occhi riversi all’indietro adesso”. Poi quel “se schiatta ci divertiamo”. L’ultimo dialogo che sarebbe stato registrato tra i due poliziotti è il seguente: “È schiattato ah”, e la risposta: “Ca**o me ne frega a me”. Queste frasi sono state trascritte all’interno delle pagine della perizia medico legale di un pool di tecnici nominati dalla Procura. Si tratta della perizia depositata nella giornata di ieri, nella quale sono contenute anche le tre probabili concause della morte di Fakir.
Secondo i periti la causa della morte “è ascrivibile ad insufficienza respiratoria acuta in soggetto in corso di intossicazione da cocaina e con severa cardiopatia ischemica in coronaropatia trivasale”. A contribuire alla grave carenza di ossigeno sarebbero state anche “l’agitazione psicomotoria e l’ipertermia, nonché la posizione prona”. Fakir sarebbe rimasto in quella posizione, a faccia in giù, per “sei minuti e 27 secondi”, e per il pool di tecnici questo porrebbe essere un “ulteriore fattore concorrente di entità verosimilmente minore”.
Morte Fakir, attesa la decisione dei magistrati e il ruolo dei soccorritori
La perizia mette in luce anche il ruolo dei sanitari intervenuti. A luglio scorso era stato detto che i sanitari dovevano attendere la fine dell’intervento degli agenti per poter soccorrere l’uomo. Ora i periti dicono che “sono ravvisabili delle criticità per quanto attiene la condotta del personale soccorritore e del personale sanitario successivamente intervenuto, poiché non risultate aderenti ai protocolli dell’emergenza sanitaria, né sotto il profilo della tempestività, né sotto quello dell’efficacia delle manovre stesse”.
Nonostante questo “le probabilità di sopravvivenza di Abderrahim sarebbero state attorno al 15% ma degli errori ci sono stati”. A commentare la perizia i due legali. Per l’avvocato difensore degli agenti, Gabriele Bordoni, “gli esisti delle valutazioni espresse dai consulenti vanno nella direzione di una morte di una persona che non stava bene di salute e he era gravemente intossicato dallo stupefacente. Non c’è stata violenza né schiacciamento”. Fabio Anselmo, il legale della famiglia di Fakir specifica che il loro consulente, Vittorio Fineschi, “redigerà una propria relazione”. Entro il 19 novembre prossimo dovrà arrivare la decisione dei magistrati se indagare o meno le sei persone coinvolte.
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