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Morte David Rossi, aperto un fascicolo per omicidio a Firenze. La figlia: “Finalmente è omicidio per tutti”

La Dda indaga sulla morte dell’ex capo della comunicazione di Mps, David Rossi, precipitato dalla finestra del suo ufficio a Siena il 6 marzo 2013. La vedova: “Sono 14 anni che speriamo in quello che oggi è finalmente accaduto”. Al vaglio anche la pista economica

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Nuovi sviluppi nelle indagini sulla morte di David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, precipitato dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni il 6 marzo 2013. La Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Firenze avrebbe aperto da alcuni mesi un fascicolo per omicidio, segnando un passaggio significativo in una vicenda giudiziaria che per anni è stata archiviata come suicidio.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dalla famiglia di Rossi, che da tempo chiede di approfondire l’ipotesi di un omicidio. “Finalmente anche per la procura l’archiviazione come suicidio è superata; lo Stato non si divide e contraddice più, è omicidio per tutti”, ha dichiarato Carolina Orlandi, figlia dell’ex manager, commentando l’apertura del nuovo fascicolo. Le precedenti indagini condotte dalla magistratura senese avevano invece concluso per il suicidio.

Le parole della vedova di David Rossi

Anche la vedova, Antonella Tognazzi, ha espresso soddisfazione per la svolta investigativa. “Sono 14 anni che speriamo in quello che oggi è finalmente accaduto; speriamo che questa procura, a differenza di altre, vada avanti con l’intento di scoprire ciò che è successo a David”, ha affermato. “Non conosco gli atti, però finalmente si indaga per omicidio, che è la giusta parola che andava ipotizzata fin da subito. Per noi oggi è un bel risultato e continuiamo a chiedere che si lavori seriamente per capire cosa gli è successo”, ha aggiunto.

Sarebbe stata la stessa Procura di Siena a trasmettere gli atti agli uffici fiorentini, competenti per i reati legati alla criminalità organizzata in Toscana, dopo gli esposti presentati dalla moglie e dalla figlia di Rossi. Nel fascicolo sarebbero confluiti anche gli atti della seconda commissione parlamentare d’inchiesta, che lo scorso marzo aveva presentato una relazione intermedia nella quale veniva esclusa l’ipotesi del suicidio.

Indagini collaterali alla morte di David Rossi

Parallelamente, sarebbe aperto un fascicolo anche presso la Direzione distrettuale antimafia di Brescia. Gli accertamenti riguarderebbero un possibile movente economico legato alle sponsorizzazioni di Mps, che gestiva un budget di circa 50 milioni di euro l’anno. Tra le circostanze da approfondire ci sarebbe il taglio di una decina di milioni di euro deciso poco prima della morte di Rossi, con particolare attenzione ai soggetti che potrebbero averne tratto beneficio.

L’ipotesi investigativa sarebbe quella di verificare se attorno a quei flussi di denaro possano essersi sviluppati interessi riconducibili anche a persone vicine alla ‘ndrangheta. Alcuni testimoni sarebbero stati ascoltati nell’ambito degli accertamenti condotti tra Firenze e Brescia. Si tratta, tuttavia, di piste ancora da verificare, mentre non sono noti nel dettaglio gli elementi alla base dei nuovi fascicoli. La morte di Rossi, avvenuta in circostanze mai accettate dalla famiglia, resta uno dei casi giudiziari più controversi legati alla vicenda di Mps.

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