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Madrid, smantellata a Puerta del Sol la ‘acampada per la casa’ degli attivisti

Nella tendopoli dormivano ancora 334 persone. Secondo le autorità spagnole l’intervento sarebbe avvenuto senza “violenze”, mentre gli organizzatori del movimento sostengono che ci siano dei feriti

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Dopo cinque settimane e poco più è stato smantellata nella notte la “acampada” a Puerta del Sol a Madrid, ovvero l’accampamento allestito dagli attivisti per il diritto alla casa. Sui fatti però gli organizzatori del movimento e le forze dell’ordine dichiarano due versioni discordanti.

Fonti della delegazione del governo della capitale spagnola hanno infatti annunciato che “lo sgombero dell’accampamento di Puerta del Sol si è svolto senza incidenti né episodi di violenza”. D’altra parte gli organizzatori del movimento su Telegram hanno denunciato che l’intervento sarebbe stato “violento” e che avrebbe causato “numerosi feriti”. Secondo quanto emerso, l’intervento della polizia è iniziato alle 3:00 di notte e due persone sarebbero state fermate.

Madrid, l’obiettivo degli attivisti e l’intervento della polizia

Nella tendopoli, secondo fonti della polizia, dormivano ancora 334 persone anche dopo la parziale revoca del Sindaco de Inquilinas. A far scattare la protesta degli attivisti è stata la morte in ospedale di Maricarmen Abascal, un’anziana di 87 anni sfrattata dall’appartamento nel quale aveva vissuto per la maggior parte della sua vita in affitto.

Da qui la mobilitazione contro la crisi abitativa che aveva gettato il governo Sanchez in un’ulteriore crisi dopo che il Congresso aveva bocciato il decreto casa. Successivamente, il Consiglio dei ministri ha approvato due decreti legge sull’edilizia abitativa. Circa un mese dopo questi eventi, una parte degli organizzatori, tra cui anche i sindacati degli inquilini, aveva annunciato il progressivo scioglimento in vista dello sciopero generale previsto per l’11 novembre. Intanto la Delegazione del governo di Madrid ha definito la misura come “un’ultima istanza”, sostenendo che il processo è stato graduale e “senza violenza”.

Nel frattempo in una nota viene specificato che l’obiettivo era quello di “garantire l’esercizio pacifico dei diritti fondamentali, proteggere le persone e i beni a recuperare l’uso ordinario di Puerta del Sol”. La prefettura ha inoltre specificato che la protesta stava iniziando a dare luogo a presunte alterazioni dell’ordine pubblico e che il diritto di riunione “non è illimitato”. Il movimento 26 settembre sui social invece denuncia un “intervento violento” con l’utilizzo di “colpi e uso di spray al peperoncino”.

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