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Iran, prezzi del petrolio in caduta: Khamenei riapre al dialogo con gli Usa

Il petrolio perde fino al 6,7% sui mercati dopo le dichiarazioni del presidente dell'Iran Masoud Pezeshkian, secondo cui la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha affidato al governo nuovi poteri per gestire i colloqui con gli Usa. Teheran punta sulla diplomazia, pur escludendo qualsiasi ipotesi di resa di fronte al conflitto

3 Min di lettura

Il prezzo del petrolio crolla sui mercati internazionali, spinto dalle aspettative di una possibile ripresa del dialogo tra Stati Uniti e Iran. Il Wti è arrivato a perdere fino al 6,7%, scendendo a 97,1 dollari al barile, mentre il Brent ha toccato un minimo di 105,86 dollari, con una flessione della stessa entità.

La discesa delle quotazioni ha accelerato dopo le dichiarazioni del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che ha annunciato l’intenzione del governo di cercare una soluzione diplomatica al conflitto con Washington. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale Irna e ripreso da Bloomberg, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei avrebbe conferito all’esecutivo nuovi poteri per condurre i negoziati.

Khamenei affida al governo nuovi poteri per i colloqui

Pezeshkian ha parlato durante un incontro a Teheran con i governatori provinciali, nel corso del quale ha spiegato che l’esecutivo sta lavorando per risolvere la crisi attraverso il confronto diplomatico.

“Ci stiamo adoperando per risolvere tali questioni attraverso il dialogo. A questo proposito, la Guida Suprema ha conferito al governo l’autorità necessaria“, ha dichiarato il presidente, secondo quanto riportato dai media statali iraniani e da Iran International.

L’intervento di Khamenei rappresenterebbe quindi un passaggio rilevante nella gestione dei possibili negoziati con gli Stati Uniti, attribuendo al governo margini di manovra più ampi per affrontare la trattativa.

Teheran: “Non ci faremo costringere alla resa”

Accanto all’apertura al dialogo, Pezeshkian ha ribadito la posizione di fermezza dell’Iran nei confronti dei suoi avversari, escludendo che il conflitto possa costringere il Paese alla resa. “I nostri avversari non possono costringere l’Iran alla resa attraverso un conflitto. Ci opponiamo fermamente alle loro menzogne e alle loro pretese eccessive“, ha affermato. Il presidente ha inoltre invitato a rafforzare la resilienza della popolazione, tenendo conto delle preoccupazioni e dei timori dei cittadini in una fase di forte tensione.

La disponibilità a trattare, dunque, non coincide con un arretramento rispetto alle posizioni iraniane. Le dichiarazioni di Pezeshkian hanno tuttavia alimentato le aspettative dei mercati su una possibile distensione, con effetti immediati sulle quotazioni del petrolio.

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