Il 14 luglio 2025, la Sala Stampa della Camera dei Deputati ha ospitato un evento carico di significato e di emozione: la presentazione del libro Santa Francesca Saverio Cabrini nelle opere di Meo Carbone, scritto da Maria Pia Cappello ed edito da La Bussola.
- Santa Francesca Saverio Cabrini
- Onorevole Christian di Sanzo: “La figura di Madre Cabrini è centrale nella storia dell’immigrazione italiana”
- Le parole dei presenti: “Madre Cabrini ha coniugato la dolcezza della fede con la durezza della giustizia”
- Santa Francesca Saverio Cabrini nelle opere di Meo Carbone, le considerazioni degli autori
Non si è trattato ‘solo’ di una promozione nel cuore di Roma, ma di un tributo profondo a Madre Cabrini alla vigilia del 175° anniversario della sua nascita (15 luglio 1850 – 22 dicembre 1917). Si è trattato di un vero e proprio omaggio a ciò che la Religiosa ha rappresentato per milioni di italiani, costretti a lasciare la propria terra in cerca di una vita migliore.
Santa Francesca Saverio Cabrini
Il volume di Maria Pia Cappello ripercorre, attraverso la potenza visiva delle tele del Maestro Meo Carbone – realizzate tra il 1996 e il 2025 – la straordinaria esistenza della prima Santa statunitense, fondatrice dell’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù a Codogno nel 1880.
Fu Papa Leone XIII ad affidarle nel 1888 la missione in Nuovo Continente, dove si spese al servizio dei migranti italiani in un’epoca digrandi partenze e sofferenze, offrendo loro istruzione, cura, speranza e dignità. Ospedali, scuole, orfanotrofi, strutture di accoglienza: l’opera di Madre Cabrini fu tanto concreta quanto spirituale. Canonizzata nel 1946 da Papa Pio XII, proclamata Patrona degli Emigranti nel 1950, e definita nel 1952 dal Comitato Americano per l’Emigrazione Italiana “la più illustre emigrata del secolo”, Santa Cabrini continua a essere un faro per chi lascia la propria patria alla ricerca di un futuro.

Il libro, curato graficamente da Benedetta Buratti, è molto più di una biografia: è un racconto visivo e poetico di fede, coraggio, solidarietà e integrazione. Un ponte tra passato e presente, tra arte e spiritualità. In più, il film Francesca Cabrini, realizzato negli Stati Uniti, ha raccolto un notevole successo di pubblico e critica nei cinema italiani, riaccendendo l’attenzione sulla figura della Santa a livello popolare.
La memoria di questa Religiosa è particolarmente viva nei luoghi in cui visse e operò: Codogno, sede dell’Istituto e di un importante museo a lei dedicato, e Sant’Angelo Lodigiano, dove nacque. Ogni anno, nel comune lombardo si celebra il “Luglio Cabriniano” con eventi simbolici per commemorare la nascita e il messaggio di una ‘guerriera di pace‘.
Onorevole Christian di Sanzo: “La figura di Madre Cabrini è centrale nella storia dell’immigrazione italiana”
Alla cerimonia, moderata dal Segretario generale dell’Istituto Cooperazione Paesi Esteri Gianni Lattanzio, sono intervenuti nomi importanti del panorama politico, culturale ed ecclesiastico: l’Onorevole Christian Di Sanzo, Deputato eletto nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America; l’Onorevole Fabio Porta, Deputato eletto nella Circoscrizione Estera – Ripartizione America Meridionale; Onorevole Dario Nanni, Presidente della Commissione Giubileo Roma Capitale; Maestro Meo Carbone e Maria Pia Cappello, creatore delle opere pittoriche che accompagnano il testo dell’autrice; Dottor Paolo Masini, Presidente del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana; Suor Patricia Argentina Godoy, Assistente Generale delle Missionarie del Sacro Cuore. Il Professor Dominic Candeloro, storico delle migrazioni italiane, ha partecipato in collegamento dalla metropoli americana di Chicago.

L’incontro è stato aperto dall’Onorevole Di Sanzo che, con voce autentica e sentita, ha espresso tutta la profondità del legame tra memoria storica, arte e identità italiana. Il politico ha sottolineato che la sua partecipazione non è stata solo un dovere istituzionale, ma un onore personale: “È un piacere essere qui oggi per testimoniare l’importanza della figura di Santa Cabrini che continua a ispirare e a unire gli italiani, ovunque si trovino nel mondo”.
L’On. Di Sanzo ha affermato come Francesca Cabrini sia conosciuta e amata dagli italiani d’America e per questo ha intrapreso un percorso per restituire visibilità a questa donna inarrestabile, “che ha lasciato il segno indelebile nella storia dell’emigrazione italiana”, anche nel Bel Paese, dove, a tratti, è meno conosciuta.
Con profondo coinvolgimento, il Deputato ha parlato del coraggio, della tenacia, della fede pratica e concreta di Madre Cabrini, che ha offerto non solo conforto spirituale, ma un aiuto reale e quotidiano a migliaia di italiani, accompagnandoli nel loro difficile cammino di integrazione in un mondo nuovo. Facendo eco a una storia afflitta dal dolore, ma costellata dalla speranza, ha asserito che la Religiosa è stata “capace di riscattare un’intera comunità”.
Il Parlamentare ha aggiunto: “Le opere di Meo Carbone mi colpiscono sempre perché raccontano non solo la vita della Santa, ma i volti, la sofferenza e l’anima dei migranti”. Ecco perché il libro di Maria Pia Cappello non è solo un’ossequia a Francesca Saverio Cabrini, ma un ponte emotivo e culturale tra generazioni e continenti, tra chi ha vissuto l’esilio e chi ha il dovere di ricordarlo. Infine, l’Onorevole ha annunciato l’impegno con il collega Fabio Porta per una Proposta di Legge che porti la storia dell’emigrazione italiana (e con essa quella di Santa Cabrini) nelle scuole, affinché i giovani conoscano le radici e le fatiche dei loro antenati.
Il discorso che ha unito istituzione e sentimento, storia e responsabilità, memoria e illusione, si è concluso con un messaggio ben preciso: è dovere dei cittadini non dimenticare perché solo ricordando le sofferenze del passato si può costruire un futuro più giusto e più umano.
A margine della celebrazione, Il Difforme ha intervistato brevemente l’Onorevole Christian Di Sanzo. L’uomo politico ha evidenziato la rilevanza dell’operato di Madre Cabrini, fortemente sentita ancora oggi dalla vecchia e dalla nuova emigrazione. La sua spiritualità appassionata e la forza d’animo continuano a essere un esempio potente di come si possa trasformare la sofferenza in dignità.
I valori incarnati da Santa Francesca Saverio Cabrini, come l’identità culturale, l’accoglienza e la fratellanza, nella Sua circoscrizione elettorale come toccano gli italiani?
L’eredità di Madre Cabrini continua a parlare agli italiani d’oltreoceano, sia a chi discende dalla storica ondata migratoria, sia a chi è partito in tempi più recenti. Il suo esempio ci ricorda quando gli italiani venivano messi ai margini, guardati con diffidenza, costretti a vivere ai limiti della dignità. In un’epoca in cui le donne avevano pochissimo spazio nella società, lei è riuscita a diventare una guida, non solo spirituale ma anche concreta, per un’intera comunità di lavoratori. Attraverso scuole, orfanotrofi, ospedali e centri di accoglienza, ha portato istruzione, sostegno e speranza. La sua azione è attualissima, perché ancora oggi ci parla di inclusione, diritti e umanità. È una figura che ha saputo trasformare la fede in azione, lasciando un segno profondo.
Ad oggi, quali sono i sentimenti e le emozioni degli italiani che sono ancora in America?
Sono assolutamente molto forti. C’è ancora un legame profondo, autentico. Soprattutto nelle comunità più radicate, la figura di Madre Cabrini è percepita come una presenza vicina, quasi familiare. Ha rappresentato un’ancora nei momenti difficili, una madre spirituale e una protettrice. Molti ricordano, o hanno ereditato nei racconti familiari, i tempi duri dell’integrazione, della povertà, delle discriminazioni. In quella memoria collettiva, Madre Cabrini è un simbolo di riscatto, di determinazione e di fede vissuta nel quotidiano. La comunità italo-americana la onora non solo come Santa, ma come una delle figure più significative della loro storia negli Stati Uniti, come un modello che non smette di ispirare.

Le parole dei presenti: “Madre Cabrini ha coniugato la dolcezza della fede con la durezza della giustizia”
Nel corso della presentazione, le altre voci autorevoli hanno contribuito a tracciare un ritratto vivido e attuale della Santa dei migranti, offrendo riflessioni che intrecciano fede, impegno sociale e attualità.
L’Onorevole Andrea Nanni ha sottolineato la potenza simbolica del lavoro di Meo Carbone e di Maria Pia Cappello, definendolo una “opera ponte”: una connessione profonda tra mondi, culture, epoche e persone. Ha ricordato come l’esperienza migratoria sia un fenomeno ciclico dell’umanità, dettato dalla ricerca di una vita migliore: “Nessuno abbandona un luogo dove sta bene”.
Il suo intervento si è chiuso con un pensiero dedicato a chi affronta ogni giorno il dramma della migrazione: “Senza la conoscenza del passato è difficile comprendere il presente”, ribadendo come le storie degli italiani emigrati siano oggi specchio di quelle di chi giunge nel nostro Paese con la stessa speranza. In vista del Giubileo dei Giovani, ha auspicato che eventi come questo diventino strumenti di dialogo e consapevolezza.

Il Dottor Paolo Masini ha offerto una prospettiva storica sul ruolo fondamentale della Chiesa nei processi migratori. Ha definito Santa Cabrini una donna “incredibile e rivoluzionaria”, capace, alla fine dell’800, di affrontare la complessità del suo tempo con visione e coraggio. Il suo incontro con Papa Leone XIII e il suo desiderio di partire per servire i più deboli furono gesti pionieristici. Masini ha richiamato anche l’impegno della Chiesa: “Dissi al Cardinale Zuppi che la politica aveva bisogno di personalità quali quelle della Chiesa”. Perché la politica non ha questo personale? Il Cardinale rispose: “Perché la Chiesa ha scelto prima”.
L’intervento di Madre Patricia Argentina Godoy, carico di emozione e intensità spirituale, ha rappresentato un momento toccante. Condividendo la vicenda personale di Cabrini (la nascita prematura il 15 luglio a Sant’Angelo Lodigiano tra fragilità e tenerezza) ha restituito un’immagine intima e universale della speranza che scaturisce dalla fede. Ha descritto le opere di Meo Carbone non come semplici rappresentazioni emozionali, ma come “orizzonti di speranza” che si aprono davanti agli occhi dello spettatore. In queste tele, ha affermato, si respira la trasformazione del dolore migratorio in bellezza, dignità e resilienza.

Santa Francesca Saverio Cabrini nelle opere di Meo Carbone, le considerazioni degli autori
Ai microfoni de Il Difforme anche Maria Pia Cappello e Meo Carbone hanno detto la loro nel corso di una breve chiacchierata. Cappello ha ribadito l’importanza del sogno dei bambini e delle persone dimenticate. Carbone, invece, ha fatto il ritratto di una particolare femminista ante litteram.
Ospedali, scuole, orfanotrofi, strutture di accoglienza. Maria Pia Cappello ha messo insieme arte e verità, storia e fede, identità culturale. Tanti valori! Quali sono quelli che hanno toccato particolarmente la Sua sensibilità?
La speranza, ma soprattutto il sogno dei bambini, degli uomini, delle donne e del Maestro Meo Carbone. Perché lui voleva dare voce ai dimenticati, alle persone che ha visto in foto ingiallite dal tempo, ma con emozioni ancora palpitanti. E poi il sogno di Madre Cabrini perché, se oggi ci sono i centri di accoglienza, gli ospedali e altre strutture nel mondo, lo dobbiamo al suo grande coraggio.
Che cosa L’ha commossa maggiormente?
Il valore di non arrendersi mai. Soprattutto quando Madre Cabrini si recava presso lussuosi palazzi per chiedere aiuto per la sua comunità. Lei era presente dove si trovano gli ultimi della Terra. Anche oggi è qui con noi: dobbiamo seguire il suo insegnamento perché ogni persona deve avere la possibilità di avere un futuro più bello.
Quando ha scoperto Madre Cabrini? Come è nato il sodalizio con Meo Carbone?
Maria Pia Cappello
Ho scoperto Madre Cabrini tramite il Maestro Meo Carbone. La voglia di scrivere un libro su di lei è nata dentro di me, è arrivata dall’alto.
Meo Carbone
Santa Francesca Saverio Cabrini aleggia sempre su di noi. Il motto di Francesca Cabrini era lo stesso di San Paolo: “Tutto posso in Colui che mi conforta”. Lei aveva questa fiducia continua in Gesù Cristo. Lei è stata la prima donna missionaria nel mondo: le missioni erano appannaggio degli uomini. Lei è stata la prima donna ad istituire un ordine missionario al femminile. Io non ho conosciuto Francesca Cabrini, ma lei ha conosciuto me…
Maria Pia Cappello
Ho conosciuto Meo Carbone durante una conferenza stampa. Secondo me è stata la Santa che ci ha fatto incontrare.

In un tempo in cui le distanze sembrano allungarsi e le identità sfilacciarsi, l’esempio di Santa Francesca Saverio Cabrini ricorda che l’arte, la memoria e la fede sono ponti concreti, capaci di unire ciò che la paura divide. La sua non è solo una figura del passato: è un simbolo vivo, che continua a parlare a chi parte, a chi arriva, a chi resta.
Nel suo cammino tra dolcezza e giustizia, tra fragilità e forza, tra Terra e Cielo, Madre Cabrini consegna all’umanità una lezione preziosa: la dignità non ha confini. Le sue mani tese verso i migranti ieri sono le stesse che oggi invitano a credere in un futuro dove ogni spostamento sia anche una speranza.
Oggi, in un giardino di simboli e silenzi, dove le colombe bianche volano leggere sopra le ferite del mondo, ci resta la bellezza di un messaggio universale: l’umanità è casa, e ogni casa può diventare patria, se abbracciata con amore.
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