Pubblicità
Way Technological Systems

Belgrado, allerta rossa per terrorismo dopo l’attacco all’ambasciata israeliana

Un giovane armato di 2 coltelli ha aggredito un agente della gendarmeria davanti alla sede diplomatica. Il ministro dell’Interno Ivica Dacic: “Attacco terroristico”

2 Min di lettura

Massimo livello di allerta terroristica in Serbia dopo l’aggressione avvenuta nella notte davanti all’ambasciata israeliana a Belgrado. A renderlo noto è stato il ministro dell’Interno, Ivica Dacic, che ha definito l’episodio un “attacco terroristico”. Secondo le prime ricostruzioni, un giovane, presumibilmente minorenne e la cui identità non è stata ancora accertata, si è scagliato contro un agente della gendarmeria in servizio di sorveglianza, utilizzando 2 coltelli.

L’aggressore avrebbe gridato “Allah Akbar” durante l’attacco, avvenuto poco dopo la mezzanotte. Il poliziotto ha reagito aprendo il fuoco e uccidendo l’assalitore per legittima difesa. Nel corso dell’aggressione, l’agente è rimasto leggermente ferito al volto da una coltellata. Le autorità serbe hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e chiarire le motivazioni dell’attacco.

La sicurezza rafforzata dopo l’attacco a Belgrado

L’innalzamento dell’allerta al livello rosso comporta un rafforzamento delle misure di sicurezza su tutto il territorio. Come spiegato da Dacic, saranno intensificati i controlli e aumentata la presenza delle forze dell’ordine nei luoghi sensibili, comprese le infrastrutture strategiche e “i luoghi frequentati da grandi folle”.

L’obiettivo è prevenire eventuali ulteriori minacce e garantire la protezione di obiettivi diplomatici e civili. Le autorità non hanno ancora diffuso l’identità ufficiale del giovane ucciso a Belgrado, mentre proseguono le verifiche sul suo passato e sui possibili legami con ambienti estremisti.

I sospetti sui legami con lo Stato Islamico

Secondo quanto riferito dal ministro dell’Interno, l’aggressore era già monitorato dai servizi di sicurezza perché ritenuto un sostenitore dello Stato Islamico. Dacic ha dichiarato che il giovane sarebbe originario di Sabac, città nella Serbia occidentale. Inoltre, sul suo profilo Instagram sarebbero comparsi una bandiera nera e l’emblema dell’organizzazione jihadista.

L’episodio rievoca un precedente avvenuto nel giugno 2024, quando un uomo armato di balestra ferì gravemente un agente di guardia alla stessa ambasciata, prima di essere ucciso dalla polizia. Anche in quel caso emersero elementi riconducibili alla radicalizzazione religiosa. Attualmente, gli investigatori dovranno ora verificare l’attendibilità degli elementi raccolti e stabilire se l’attacco di Belgrado sia stato pianificato o se l’uomo abbia agito autonomamente.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Pubblicità