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Caso Ranucci, Natalia Potenza in Procura: l’ex compagna di Lavitola ascoltata dai pm

La donna ha chiesto di essere ascoltata dai pm: possibili nuovi dettagli sul movente dell'attentato

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Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, è giunta a piazzale Clodio. Lavitola, imprenditore ed ex editore, ha confessato di aver ordinato l’attentato dell’ottobre scorso davanti alla casa del giornalista Sigfrido Ranucci. Potenza, di origini italo-argentine e proprietaria del Cefalù Bistrot a Monteverde, aveva richiesto di essere ascoltata dalla Procura di Roma e sarà interrogata come persona informata sui fatti.

Potenza potrebbe fornire dettagli fondamentali per comprendere i rapporti tra Lavitola e Ranucci e offrire nuove informazioni sulla vita e sulle attività del suo ex compagno. La sua testimonianza giunge in un momento critico per l’inchiesta della Procura di Roma, che ha recentemente acquisito nuovi elementi sul presunto coinvolgimento di Lavitola. Recentemente, il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di trasformare la detenzione di Lavitola in arresti domiciliari. I giudici hanno confermato l’aggravante del metodo mafioso per l’ex editore, rafforzando così le accuse della Procura.

Valter Lavitola, Sigfrido Ranucci
Valter Lavitola, Sigfrido Ranucci

Caso Ranucci, l’ex compagna di Lavitola viene ascoltata dai pm

Durante l’udienza, Lavitola ha ammesso ancora una volta il suo ruolo di mandante dell’attentato ai danni di Ranucci ma si è dissociato dall’uso dell’ordigno, sostenendo di aver affidato a Clesio Gomes Tavares un “mandato in bianco” con l’intenzione che nessuno venisse ferito. Ha anche dichiarato di avere un forte legame personale con Ranucci, definendo la loro amicizia significativa e sperando che questa potesse contribuire alla sua riabilitazione. Gli interrogatori con Potenza potrebbero concentrarsi sulle relazioni tra lei e Ranucci. Secondo l’Ansa, l’analisi dei dispositivi sequestrati a Lavitola ha rivelato lacune nelle comunicazioni con Ranucci, inclusa la cancellazione di messaggi intorno alla data dell’attentato.

Gli investigatori stanno indagando questi indizi per ricostruire i contatti e chiarire il movente. La posizione di Potenza è divenuta nota nei giorni scorsi, quando ha dichiarato di voler prendere le distanze da Lavitola e di non volerlo a casa sua, qualora fosse stato concesso il regime domiciliare. Il suo nome si collega anche alla gestione del Cefalù Bistrot di Monteverde, finito indirettamente sotto attenzione nell’ambito dell’inchiesta. Potenza avrebbe inoltre avuto contatti con persone vicine a Ranucci.

Alcune conversazioni già analizzate dagli inquirenti potrebbero far luce sulla rete di relazioni attorno alla coppia e al giornalista. Ora spetterà ai pm di piazzale Clodio esaminare le dichiarazioni di Potenza e valutarne l’importanza per l’inchiesta. L’obiettivo rimane quello di chiarire con precisione l’origine dell’attentato, determinare le responsabilità dei vari individui coinvolti e soprattutto comprendere il motivo che avrebbe spinto Lavitola a ordinare l’azione contro Ranucci.

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