“Sogin non partecipa alle scelte di politica energetica, che competono a Governo e Parlamento, ma in oltre quarant’anni ha preservato competenze tecniche, ingegneristiche e regolatorie oggi difficilmente reperibili altrove:grazie a Sogin, l’Italia non ripartirebbe da zero” in un’eventuale nuova stagione del nucleare civile.Giuseppe Bono, direttore regolatorio, istituzionale e comunicazione della società è netto nello scandire i perimetri entro cui Sogin, Società Gestione Impianti Nucleari, si muove e vuole continuare a crescere, specialmente in un momento in cui il dibattito sul ritorno del nucleare è tornato forte.
Ebbene, la Società dimostra di avere tutte le carte in regola per tornare sul campo dopo i referendum che vietarono la produzione di energia nucleare in Italia, quando il governo incaricòSogindelle attività didecommissioningdelle centrali, ovvero di quei processi di chiusura, messa in sicurezza, smantellamento e bonifica di un impianto industriale, nucleare o tecnologico giunto alla fine del suo ciclo di vita.
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Carte in regola e assi nella manica tirati fuori in questi tre anni di progressi dello smantellamento degli impianti nucleari italiani, daGian Luca Artizzuche ha preso le redini della società con l’insediamento del nuovo CdA nel 2023.
“Quando questo Consiglio ha assunto la guida di Sogin, la società attraversava una fase complessa sotto il profilo economico, organizzativo e regolatorio”, spiega Bono nell’intervista rilasciata aMilano Finanza, sottolineando come intre anni l’azienda abbia avviato un percorso di risanamento e rilancio, raggiungendotre bilanci consolidati consecutivi in utile. Al 31 dicembre 2025, infatti, il dato dell’avanzamento complessivo dei lavori didecommissioningè pari al47,7%. L’azienda ha, inoltre, rilanciato gli investimenti, con circa1 miliardo di euro di appalti fra il 2024 e il 2026.
Traguardi incredibili, ma tra i principali risultati raggiunti, Bono porta all’attenzione anche l’ampliamento delle attività, con l’affidamento della gestione dei rifiuti radioattivi del reattore RTS-1 della Marina Militare del CISAM di Pisa e con il completamento della procedura di acquisizione a breve della “Deposito Avogadro SpA“, di Saluggia, in provincia di Vercelli. Novità industriali in appena un triennio che hanno permesso aSogindiconsolidarsi come riferimento nazionalenel settore nucleare.
Un altro risultato che dimostra il background della Società, come spiegato dal direttore,riguarda la valorizzare i siti dismessi destinandoli a nuove funzioni, come data center, sistemi di accumulo energeticoe, in prospettiva, impianti legati agli SMR. Mentre, per quanto riguarda il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, Bono spiega che è al momento in corso la Valutazione Ambientale Strategica presso il Ministero Dell’Ambiente.
E così, pur non avendo un ruolo nelle decisioni politiche sul possibile ritorno del nucleare,l’azienda mette a disposizione il proprio patrimonio di competenze tecniche, continuando a perseguire l’obiettivo prioritario di completare in sicurezza ildecommissioningdegli impianti italiani, valorizzare il patrimonio dei siti e mettere le competenze al servizio della sicurezza del Paese.
Competenze che sono il riflesso del rafforzamento dell’organico raggiunto in questi tre anni, nonché delle attività di formazione avviate e in continuo aggiornamento, dei riconoscimenti internazionali ottenuti dall’AIEA. Il tutto nell’impegno diSoginverso latrasparenza nei confronti dei territori. Ma una cosa è certa per continuare un percorso in evoluzione, come ribadisce lo stesso Bono: “Le grandi trasformazioni industriali richiedono tempi lunghi e continuità di governance“.
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