Way Technological Systems

Marte, nuove prove della presenza di acqua nel passato: il cratere Jezero guarda alla vita antica

Lo studio della Purdue University sulla Margin Unit rivela tre distinti episodi di interazione con l’acqua sul pianeta Marte. Ma il ritorno sulla Terra dei campioni raccolti da Perseverance resta incerto

4 Min di lettura

Marte continua a sorprendere gli scienziati. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment e guidato dalla Purdue University, fornisce nuove prove della presenza di acqua allo stato liquido sul Pianeta Rosso in un passato lontano.

Al centro della ricerca c’è la Margin Unit, un’area geologica ad anello che si estende lungo il margine interno del cratere Jezero, esplorata dal rover Perseverance della Nasa a partire dal settembre 2023. Secondo gli studiosi, questa regione sarebbe stata modellata da un sistema complesso che comprendeva antichi laghi, acque sotterranee e fluidi idrotermali.

Tre episodi di contatto con l’acqua

I ricercatori guidati da Candice Bedford si aspettavano di trovare rocce sedimentarie, considerando che la Margin Unit si trova lungo quella che un tempo sarebbe stata la costa di un lago. Gli strumenti di Perseverance hanno invece individuato rocce magmatiche, formatesi in seguito all’attività vulcanica.

Le rocce, però, conservano tracce di almeno tre distinti episodi di interazione con l’acqua. Il primo sarebbe avvenuto attraverso acque sotterranee ricche di anidride carbonica; il secondo avrebbe coinvolto l’acqua del lago che occupava il cratere Jezero; il terzo sarebbe stato caratterizzato dalla presenza di acque idrotermali riscaldate.

A rivelare la composizione delle rocce è stato anche SuperCam, lo strumento di Perseverance che utilizza un raggio laser per analizzarne la composizione chimica. “Se c’è una cosa che ho imparato dopo dieci anni di lavoro con i rover marziani è che Marte ti riserva continuamente delle sorprese“, ha commentato Bedford.

La possibilità di trovare tracce di vita

La presenza di acqua in più momenti della storia del cratere Jezero rende l’area particolarmente interessante per l’astrobiologia. La combinazione tra acqua, ambienti sotterranei e attività idrotermale potrebbe infatti aver creato condizioni favorevoli alla presenza di forme di vita microbica nel passato.

Per verificarlo, però, sarebbe necessario riportare sulla Terra i campioni raccolti da Perseverance, così da poterli analizzare con strumenti molto più sofisticati di quelli disponibili sul rover.

La corsa per riportare i campioni sulla Terra

È proprio su questo punto che la ricerca deve fare i conti con le difficoltà delle missioni spaziali. La missione Mars Sample Return, sviluppata da Nasa ed Esa per riportare sulla Terra i campioni raccolti da Perseverance, è in una fase di forte incertezza dopo la revisione dei programmi e dei finanziamenti statunitensi.

Anche la missione europea Rosalind Franklin ha subito importanti ritardi dopo l’interruzione della collaborazione con la Russia in seguito all’invasione dell’Ucraina. Il nuovo partner dell’Esa è la Nasa e, al momento, il lancio del rover è previsto per la fine del 2028 a bordo di un Falcon Heavy di SpaceX. Il rover sarà dotato di una trivella capace di raggiungere fino a due metri di profondità ed è stato costruito in Italia da Leonardo.

La Cina accelera con Tianwen-3

Nel frattempo, la Cina potrebbe procedere più rapidamente. L’Agenzia spaziale cinese ha programmato per il 2028 il lancio della missione Tianwen-3, che punta a riportare sulla Terra circa 500 grammi di materiale marziano entro il 2031.

La missione comprende un lander, un modulo di ascesa, un orbiter, una capsula di servizio e un modulo per il rientro sulla Terra. I ricercatori stanno già selezionando i siti di atterraggio più promettenti, tra i quali potrebbe avere un ruolo anche la Margin Unit esplorata da Perseverance.

Il cratere Jezero si conferma così uno dei luoghi più interessanti per ricostruire la storia dell’acqua su Marte e, forse, per trovare una risposta a una delle domande più affascinanti della ricerca spaziale: il Pianeta Rosso ha mai ospitato la vita?

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
consorzio arcale