“No io non ne sapevo niente e sono il segretario del partito”. Risponde così il vicepremier Salvini alla domanda dei cronisti sui tagli in manovra alla scuola. A margine di Eicma, il Salone internazionale delle due ruote, il leader della Lega commenta: “Sicuramente il taglio al mondo della scuola in questo momento è qualcosa su cui ragionare e come Lega qualche proposta la faremo”.
Il ministro dei Trasporti quindi risponde al quesito posto dai cronisti in merito al fatto che appare strano che non sapesse nulla essendo il leader del partito del ministro dell’Economia, Giorgetti e del ministro dell’Istruzione, Valditara, non sapesse nulla dei tagli previsti. Successivamente sottolinea che “il Parlamento è lì per intervenire laddove si ritenga giusto intervenire”.
Manovra, i tagli a scuola e sanità e il rischio scioperi
Secondo quanto emerso, i tagli previsti nei prossimi anni al personale scolastico (7.000 unità tra docenti e Ata) e i fondi per la sanità sono gli argomenti che in questi ultimi giorni stanno creando un maggiore dibattito sulla legge di bilancio. Oggi il vicepremier Antonio Tajani ha incontrato la leader della Cisl, Daniela Fumarola, che specifica: “Abbiamo avuto una interlocuzione positiva”. In particolare “abbiamo espresso quali sono gli aspetti per noi positivi e le nostre preoccupazioni sulle pensioni, sulla scuola e la sanità”.
D’altro canto il vicepremier esplicita che “non possiamo stravolgere la manovra: la situazione economica internazionale è quella che è. Quindi non si può ottenere tutto”. Intanto la Fondazione Gimbe denuncia che il Servizio sanitario nazionale starebbe subendo un “progressivo indebolimento”, per le sigle sindacali Fp e Cgil “c’è un fortissimo rischio di chiusura degli ospedali”.
Allarme anche dall’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, che specifica che i tagli previsti sono “davvero insostenibili per tutte le Regioni”. Stando all’analisi di Gimbe il Fondo sanitario nazionale aumenterà a 146,3 miliardi nel 2027, 147,1 miliardi nel 2028 e 148,2 miliardi nel 2029. Il problema è che nel frattempo il Pil diminuirà passando al 6,11% nel 2027, al 5,98% nel 2028 e al 5,87% nel 2029.
Tornando alla scuola la Uil (Unione Italiana del Lavoro) chiede un incontro con il ministro Giuseppe Valditara e nel frattempo diverse sigle sindacali annunciano una possibile mobilitazione nel caso in cui la norma non venisse rivista. La Gilda domanda “un cambio di rotta, questa legge di bilancio va stravolta con gli emendamenti e con risorse immediati, altrimenti sarà inevitabile una mobilitazione”. Il dibattito nel frattempo prosegue.
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