“Queste sono le elezioni di metà mandato più importanti della nostra storia. I democratici hanno candidato jihadisti per portare avanti la loro agenda estremista“. E’ Donald Trump in tutto il suo splendore che affronta con il suo tipico carisma il voto di midterm. “Abbiamo lanciato l’età dell’oro, e non consentiremo che ce la portino via“, affonda il presidente Usa che in Kansas durante il suo ultimo comizio prima del voto aveva sostenuto che “i Democratici vogliono mandare tutto in fumo eleggendo jihadisti e comunisti al Congresso degli Stati Uniti“.
Ebbene, l’appuntamento cruciale per gli ultimi due anni trumpiani alla Casa Bianca, che si trova a fronteggiare i Democratici determinati a riconquistare le leve del potere a Washington. E’ questo lo scenario per il quale gli Stati Uniti sono chiamati alle urne per le cosiddette elezioni midterm, ovvero di metà mandato, considerate un referendum sull’operato del presidente.
I primi seggi apriranno alle 6.00 ora locale, 12.00 ora italiana, in molti Stati della costa orientale. E a testimonianza dell’importanza di queste elezioni, quasi 58 milioni di elettori hanno già votato in anticipo. Si tratta di un vero e proprio record per questo tipo di elezioni.
E se tra i Democratici resta accesa la speranza di un’onda blu che possa travolgere la Casa Bianca, stando ai sondaggi che prevedono una loro vittoria alla Camera dei Rappresentanti, che verrà interamente rinnovata, Trump ha scatenato la guerra contro l’Iran e non è riuscito a ridurre il costo della vita. Ma il tycoon si difende: “Ho mantenuto più promesse di quante ne avessi fatte“, ha umilmente dichiarato nel suo discorso conclusivo prima del voto.
Storicamente, il partito che detiene la Casa Bianca perde terreno al Congresso nel corso delle elezioni di midterm. Il controllo della Camera offrirebbe ai democratici un maggiore peso sul bilancio federale, oltre alla possibilità di avviare inchieste parlamentari, in particolare in merito ad accuse di corruzione che coinvolgono Donald Trump e la sua cerchia. Così come un Senato a maggioranza democratica potrebbe bloccare le nomine presidenziali, un aspetto cruciale soprattutto nell’eventualità di un seggio vacante alla Corte Suprema.
Intanto, però, le convinzioni del tycoon non perdono consistenza. Infatti, Trump ha sostenuto che, se i democratici dovessero ottenere il controllo del Congresso gran parte dei progressi compiuti dalla sua amministrazione potrebbe essere vanificata. Nel corso di un’intervista telefonica a Fox News, il presidente Usa ha fatto riferimento alle politiche da lui sostenute, tra cui l’eliminazione delle tasse sulle mance, sui benefici della previdenza sociale e sui compensi per il lavoro straordinario.
“Tante cose che abbiamo realizzato rischiano di essere cancellate“, ha ammonito, esortando gli elettori a immaginare che il suo nome sia presente sulla scheda elettorale, con l’obiettivo di incrementare l’affluenza alle urne. “Ogni volta che il mio nome è sulla scheda, vinco; otteniamo il 50% dei voti in più rispetto a quando non ci sono. Perciò, chiedo a tutti di fare finta che io sia sulla scheda“, ha dichiarato aggiungendo senza esitazioni che “Se la nostra gente va a votare, vinceremo con un margine schiacciante“.
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