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Cyberattacchi ai supermercati in Europa: manomessi i sistemi di refrigerazione in sei Paesi

Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi e Lussemburgo segnalano cyberattacchi negli impianti di raffreddamento di diverse catene della grande distribuzione. In alcuni supermercati le temperature di frigoriferi e congelatori sarebbero state alterate da remoto, provocando disagi, chiusure temporanee e perdite di prodotti alimentari

5 Min di lettura

I cyberattacchi ai sistemi di refrigerazione dei supermercati si stanno estendendo in Europa. Dopo le prime segnalazioni arrivate da Belgio e Svezia, episodi analoghi sono stati registrati anche in Estonia, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi. Le intrusioni hanno interessato diverse catene della grande distribuzione e, in alcuni casi, hanno provocato l’alterazione da remoto della temperatura di frigoriferi e congelatori, con conseguenze sulla conservazione degli alimenti.

La portata del fenomeno è ancora in fase di accertamento. Le segnalazioni parlano di numerosi punti vendita coinvolti, chiusure temporanee e ingenti quantità di prodotti alimentari da smaltire, con ripercussioni economiche per gli operatori del settore.

Belgio, coinvolte diverse catene della grande distribuzione

In Belgio sono stati segnalati problemi in diversi punti vendita delle principali insegne. Carrefour ha confermato all’agenzia AFP un attacco informatico che ha interessato 15 negozi su circa 700. In alcuni frigoriferi si è verificato un aumento anomalo della temperatura, anche se, secondo il portavoce Mich Vergauwen, l’impatto complessivo sarebbe stato limitato e non tutte le apparecchiature avrebbero subito danni.

Anche Colruyt e Intermarché hanno riferito di problemi tecnici agli impianti di refrigerazione, rispettivamente in cinque e in circa 15 punti vendita, senza tuttavia confermare un collegamento con un attacco informatico. Altre segnalazioni riguardano le catene Delhaize e Spar: secondo le informazioni disponibili, una quarantina di negozi Delhaize sarebbero stati coinvolti. Disservizi sono stati registrati anche in un punto vendita Ikea.

Frigoriferi portati a 50 gradi in Svezia ed Estonia

Tra i Paesi colpiti c’è la Svezia, dove l’attacco ha interessato Ica, una delle maggiori catene nazionali, che detiene circa un terzo del mercato. L’azienda ha segnalato intrusioni durante la notte, con la modifica da remoto delle temperature di frigoriferi e congelatori, in alcuni casi portate fino a 50 gradi centigradi. Secondo quanto riportato dal quotidiano Aftonbladet, sarebbero state coinvolte anche diverse strutture della catena Coop.

Manomissioni analoghe sono state segnalate in Estonia. Secondo l’emittente pubblica Err, gli hacker avrebbero avuto accesso ai sistemi di controllo di una grande catena di supermercati, intervenendo sulle impostazioni di un congelatore fino a portarne la temperatura a +50 gradi.

Jann Mutso, amministratore delegato dell’azienda Kitman Coldtech, specializzata nelle tecnologie per la refrigerazione, ha riferito che diversi suoi clienti sono stati presi di mira. “Non so ancora con precisione, ma anche altri clienti in Estonia sono stati colpiti, non solo i nostri. È una cosa molto recente, è successo stamattina“, ha dichiarato. Mariann Järvela, responsabile della comunicazione della catena Selver, ha confermato che un punto vendita del gruppo è stato interessato dall’attacco.

Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi: le altre segnalazioni

In Irlanda risultano compromessi i sistemi di refrigerazione di 13 supermercati della catena SuperValu. In Lussemburgo, invece, le conseguenze sarebbero state più circoscritte e avrebbero riguardato alcuni punti vendita Delhaize.

Nei Paesi Bassi, secondo quanto riferito dall’emittente pubblica Nos, non sarebbero stati coinvolti i principali marchi della distribuzione, ma soprattutto piccole attività commerciali e negozi di quartiere.

Dagli attacchi ai dati alle infrastrutture fisiche

La modalità di intrusione presenta analogie con quanto accaduto circa un mese fa in alcune catene della grande distribuzione in Francia, con ripercussioni anche in Belgio e nei Paesi Bassi. Gli episodi più recenti segnalano un’evoluzione delle minacce informatiche: non soltanto furti di dati o blocchi dei sistemi digitali ma interventi diretti sulle infrastrutture fisiche che regolano attività essenziali.

Negli ultimi anni la grande distribuzione organizzata è diventata un obiettivo per gruppi criminali e attori ostili. In passato, diverse catene europee avevano già dovuto sospendere temporaneamente servizi di vendita online, pagamenti elettronici e attività logistiche a causa di intrusioni nei propri sistemi.

La manomissione degli impianti di refrigerazione apre però un fronte ulteriore, perché può compromettere direttamente la conservazione degli alimenti e la continuità delle attività commerciali. Gli episodi in corso riportano così al centro il tema della sicurezza informatica delle infrastrutture civili e della protezione delle filiere alimentari europee.

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