“Ho fatto una candidatura come previsto da legge, ritenendo di averne i titoli, poi deciderà l’Aula”. Sono le parole dell’ex pm di Mani pulite, Antonio Di Pietro che ha risposto ai cronisti in merito alla sua candidatura al Csm. Nella giornata di domani è prevista la prima votazione del Parlamento in seduta comune per eleggere 10 componenti laici del Csm, in questo contesto la maggioranza “voterà scheda bianca”.
Questo al fine di abbassare il quorum che per le prime due votazioni si attesta ai 3/5 dei componenti dell’Assemblea. Ed è in questo quadro che a Montecitorio è stato avvistato il già ministro Di Pietro, che secondo fonti di Fratelli d’Italia, sarebbe “una candidatura interessante che valutiamo”. In questo però ci sarebbe una discrepanza all’interno della maggioranza. Secondo quanto emerso, Forza Italia non gradirebbe la candidatura del leader di Italia dei Valori.
Csm, gli altri possibili nomi e le dichiarazioni di Di Pietro
Tra i possibili nomi di Fratelli d’Italia figurano anche l’avvocato Cesare Placanica, già presidente della Camera penale di Roma e la senatrice Susanna Donatella Campione e il senatore Sergio Rastrelli. Gli azzurri invece puntato sul senatore Pierantonio Zanettin.
Alla vigilia del primo voto di domani i cronisti hanno chiesto a Di Pietro se nel centrodestra ci possa essere un possibile apprezzamento nei suoi riguardi dopo la posizione presa sul referendum sulla giustizia. L’ex ministro risponde: “Non limiterei la mia candidatura a una parte o all’altra, è a disposizione del Parlamento. Sono dieci posti-prosegue- e, anche per il meccanismo bisogna trovare un accordo tenendo anche conto che siamo anche a cavallo tra due legislature”. In conclusione il già pm di Mani pulite dice di aver parlato della candidatura solo con sua moglie e che “certamente vado con le idee chiare”. Intanto domani la maggioranza voterà scheda bianca, quindi senza esprime alcuna preferenza.
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