Dopo la cerimonia del Pallone d’Oro che ha visto Kane alzare il massimo riconoscimento del panorama calcistico e il talento francese, Mbappe, rimanere fermo sulla seconda posizione, l’attaccante del Real Madrid si è trovato al centro di un turbinio mediatico. La causa è una battuta che ha assunto una risonanza internazionale e che lo ha portato a perdere sponsorizzazioni nel continente asiatico. Una risposta apparentemente innocua nelle intenzioni del campione francese, ma che ha provocato una reazione durissima con conseguenze immediate sui suoi rapporti commerciali con alcuni importanti marchi cinesi.
Mbappe:“Il mio Mbappe meme preferito? Quello in cui mettono la mia faccia su quella di un dittatore cinese“
Tutto nasce da una domanda rivolta all’attaccante in occasione di una serie di interviste per la cerimonia del Pallone d’Oro. Qui gli viene chiesto quale sia il suo meme preferito. La risposta di Mbappe è ricaduta su un’immagine diventata virale sul web, nella quale il suo volto è stato sovrapposto a quello dello storico leader della Repubblica Popolare Cinese, Mao Zedong.
“Il mio Mbappe meme preferito? Quello in cui mettono la mia faccia su quella di un dittatore cinese. Mi fa davvero ridere, lo uso sempre con i miei amici”, ha dichiarato il calciatore. Parole che hanno rapidamente alimentato le polemiche, in quanto in Cina qualsiasi riferimento ironico a Mao Zedong può essere percepito come un’offesa alla storia nazionale e alla sensibilità di una parte significativa della popolazione.
Mbappe abbandonato dagli sponsor e lui risponde:“Non era assolutamente mia intenzione. Sono sinceramente dispiaciuto“
Come era prevedibile, la reazione non si è fatta attendere e tra le prime aziende a prendere posizione é stata Dongpeng, colosso cinese del settore delle bevande, che ha annunciato l’interruzione immediata del rapporto commerciale con il giocatore dichiarando: “La nostra azienda si oppone fermamente e adotta una politica di tolleranza zero nei confronti di qualsiasi comportamento che offenda il sentimento nazionale”.
A fare eco anche Mengniu, importante produttore lattiero-caseario cinese, che ha seguito la stessa strada, annunciando lo stop alla collaborazione con l’attaccante. La vicenda ha inoltre attirato l’attenzione del Ministero degli Esteri cinese che ha dichiarato che queste parole e azioni, che sono capaci di ferire i sentimenti del popolo cinese, incontrano naturalmente l’opposizione di diversi settori della società. La controversia avrebbe coinvolto anche la trasmissione del calcio europeo in Asia, con indiscrezioni relative alla possibilità di interrompere la diffusione delle partite della squadra di Mbappe.
Di fronte all’escalation delle polemiche, Mbappe ha deciso di intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione e chiedere scusa. “Il mio commento è stato inopportuno e ora capisco che ha ferito molte persone in Cina e nelle comunità cinesi di tutto il mondo”, ha dichiarato il francese, esprimendo rispetto per il popolo cinese e per la sua storia.“Non era assolutamente mia intenzione. Sono sinceramente dispiaciuto”, ha aggiunto.
Resta da capire se le scuse saranno sufficienti a ricucire i rapporti con gli sponsor coinvolti. In quanto per una stella globale come Mbappé la gestione della propria immagine passa inevitabilmente anche dalla consapevolezza delle sensibilità culturali dei diversi mercati.
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