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Midterm Usa, Trump: ‘Rispetterò il voto se sarà onesto’. Cresce l’affluenza anticipata

Il presidente americano, Donald Trump, promette di collaborare con i democratici in caso di sconfitta repubblicana alle Miderm. In diversi Stati aumenta il numero dei voti anticipati, mentre il costo della vita e la guerra pesano sulla campagna elettorale

6 Min di lettura

Il presidente americano Donald Trump assicura che rispetterà il risultato delle midterm del 3 novembre, a condizione che il voto sia “onesto“. Il presidente americano lo ha dichiarato ai giornalisti prima di partire per il Texas, dove è atteso per due comizi elettorali.

Trump spera in una vittoria dei repubblicanima ha assicurato che sarebbe disposto a collaborare con i democratici qualora conquistassero la maggioranza del Congresso. “Troveremo un modo“, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano cosa accadrebbe in caso di un cambio degli equilibri parlamentari.

“Spero che non succederà ma se così fosse, è accaduto prima a molti presidenti, ho grossi poteri di veto e la possibilità di negoziare accordi“, ha aggiunto.

Voto anticipato in aumento in diversi Stati

A una settimana dall’Election Day, cresce la partecipazione al voto anticipato in diversi Stati americani. In Texas, il numero dei voti espressi in anticipo risulta aumentato del 74% rispetto allo stesso momento delle elezioni di metà mandato del 2022. In Kansas è più che raddoppiato, mentre Maine, North Carolina e Ohio registrano incrementi superiori al 30%.

A livello nazionale, i dati disponibili indicano un forte aumento delle schede già depositate rispetto alla tornata del 2022. La crescita, tuttavia, non dipende soltanto dalla mobilitazione degli elettori: incidono anche le diverse regole statali, l’ampliamento delle possibilità di voto anticipato e una maggiore disponibilità di dati rispetto alle precedenti elezioni.

L’affluenza anticipata può offrire indicazioni sull’interesse per la competizione ma non consente da sola di prevedere il risultato finale. Anche nel 2024, infatti, in diversi Stati si era registrata una partecipazione elevata prima dell’Election Day, senza che questo impedisse la vittoria di Trump alle presidenziali.

Il costo della vita al centro della campagna

Tra i fattori che pesano sulla campagna elettorale ci sono l’aumento dei prezzi, il costo dei carburanti e il coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra. Temi che alimentano il malcontento di una parte degli elettori e che i democratici stanno cercando di portare al centro del confronto politico.

Tradizionalmente, le elezioni di metà mandato tendono a favorire il partito che non controlla la Casa Bianca. Questa volta i repubblicani governano sia la presidenza sia entrambe le Camere del Congresso, e si trovano quindi a difendere il proprio controllo istituzionale.

Al Senato, i repubblicani partono da una maggioranza di 53 seggi contro 47. La campagna si concentra anche su Stati tradizionalmente conservatori, dove i democratici puntano a rendere competitive alcune sfide.

Soldi e strategie: gli Stati in bilico

Anche gli investimenti nelle campagne elettorali offrono indicazioni sulle priorità dei partiti. All’inizio del mese, i repubblicani hanno ridotto le spese per una competizione al Senato in North Carolina, destinando quasi 12 milioni di dollari al Kansas per sostenere il senatore repubblicano Roger Marshall contro il democratico Adam Hamilton.

La scelta di investire risorse aggiuntive in uno Stato che Trump aveva vinto con 16 punti di vantaggio nel 2024 segnala l’attenzione del partito per una competizione che ritiene necessario difendere.

In Ohio, invece, sono in gioco sfide importanti per il Senato, la Camera dei rappresentanti e la carica di governatore. Secondo AdImpact, la spesa complessiva per la corsa al Senato potrebbe avvicinarsi ai 500 milioni di dollari.

Anche nel Maine si registra una forte mobilitazione: il numero delle schede depositate è aumentato del 39% rispetto al periodo precedente alle elezioni di metà mandato del 2022. La senatrice repubblicana Susan Collins, al quinto mandato, cerca la rielezione contro il democratico Troy Jackson.

Iowa, segnali contrastanti sull’affluenza

In Michigan e Georgia, due Stati in cui i democratici difendono seggi al Senato, il numero complessivo dei voti anticipati è elevato ma resta in linea con quello delle precedenti elezioni di metà mandato. Nel 2022 entrambi avevano registrato livelli record di partecipazione: in Michigan il dibattito era stato segnato dal diritto all’aborto, mentre in Georgia si era combattuta una serrata sfida per il Senato federale.

In Iowa, dove Trump ha vinto tre volte alle elezioni presidenziali, sono competitive diverse corse per il governatorato, il Senato e la Camera dei rappresentanti. I dati sul voto anticipato mostrano però un quadro articolato: in una delle rilevazioni citate, le schede degli elettori registrati come democratici risultavano in aumento del 23%, quelle dei repubblicani del 34% e quelle degli indipendenti del 72%.

L’incremento della partecipazione, dunque, non riguarda un solo schieramento. Per capire se si tradurrà in un vantaggio elettorale sarà necessario attendere i risultati del 3 novembre.

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