Si chiama Chiara Mocchi l’insegnante 57enne che questa mattina è stata accoltellata a Bergamo, precisamente a Trescore. Alle 7.50, all’ingresso dell’aula 3°A, il giovane 13enne avrebbe colpito al collo la sua insegnante di francese. Il ragazzino indossava un pantalone mimetico ed una maglia con scritto ‘Vendetta‘. Un atto quasi premeditato sembra dalle prime indiscrezioni.
La donna è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata operata. L’insegnante, secondo fonti ospedaliere, non sarebbe in pericolo di vita anche se le sue condizioni restano serie. Sull’episodio i carabinieri hanno spiegato in un nota che “si è trattato di un gesto isolato”, che non risultano altre persone coinvolte e che “il movente non è riconducibile a finalità terroristiche”.
Bergamo, ciò che è emerso sul 13enne
Mentre c’è sconcerto da parte dei ragazzi e dei genitori sull’accaduto, i carabinieri continuando ad indagare sul 13enne, soprattutto per capirne il movente. Adesso è emerso che il giovane fosse in diretta su Telegram mentre avrebbe tentato di fare del male alla sua professoressa. L’episodio è avvenuto poco prima delle 8 nei pressi dell’Istituto comprensivo di via Damiano Chiesa, adesso la donna è ricoverata in ospedale, ma non è in pericolo di vita.
Inoltre, è stata perquisita dai carabinieri la casa del 13enne dove è stato trovato materiale verosimilmente propedeutico alla preparazione di ordigni. Sono ora in corso accertamenti da parte dell’Arma.
Bergamo, Valditara sconcertato dall’accaduto
Prontamente il ministro dell’Istruzione Valditara ha commentato la vicenda, sebbene al momento si trovi a Parigi: “Ho parlato con l’ospedale di Bergamo: l’insegnante non è fortunatamente in pericolo di vita. Mi trovo a Parigi per la riunione globale dei Ministri dell’Istruzione convocata dall’Unesco, porterò questo caso drammatico all’attenzione dei Ministri dei Paesi convenuti. L’Italia è membro attivo e partecipe del Comitato di Coordinamento e condivide la responsabilità di decidere le priorità e le politiche educative a livello mondiale. Purtroppo, la violenza nelle scuole non è solo un grave problema nazionale. Ieri in Messico due insegnanti sono stati uccisi da uno studente e violenze si registrano sempre più frequentemente in tante parti del mondo contro il personale scolastico. Con il direttore generale dell’Unesco pensiamo serva una riflessione più generale sulla violenza nelle scuole legata anche all’uso dei social”.
Anche Matteo Salvini ha sottolineato la gravità dell’accaduto: “Sulla vicenda di una professoressa accoltellata a Bergamo l’accoltellatore ha 13 anni. La professoressa è in codice rosso. Preghiamo perché questa vicenda finisca in modo meno drammatico di come è cominciata. E spero che la norma che vieta il porto del coltello per tutti venga approvata prima possibile. Proteggere chi viaggia: soccorso d’emergenza, responsabilità e diritti”. Ribadendo poi la premeditazione con cui si sarebbe svolto il tutto: “Se accade questo, evidentemente sei già uscito con il coltello da casa e ci hai pensato la notte”.
La Russa ha espresso la sua solidarietà all’insegnante: “Lo sconcertante episodio avvenuto questa mattina davanti ad una scuola della provincia di Brescia deve spingerci ad una profonda riflessione che coinvolga le famiglie, i professori e i ragazzi. Non basta la semplice, e naturalmente doverosa, condanna di un gesto che è persino difficile immaginare possa essere compiuto da un tredicenne, un ragazzo che è poco più che un bambino. Proprio su questi temi, che riguardano il disagio giovanile e l’educazione, stiamo organizzando in Regione un convegno che vedrà il confronto tra esperti e medici. All’insegnante aggredita rivolgo la mia vicinanza e l’augurio di rimettersi al più presto”.
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