Per mesi è stato uno dei protagonisti assoluti della mostra Caravaggio 2025, attirando file interminabili di visitatori a Palazzo Barberini. Quasi mezzo milione di persone si sono messe in coda per ammirarlo. Ora quel dipinto straordinario resta definitivamente in Italia: lo Stato lo ha acquistato per 30 milioni di euro.
Si tratta del Ritratto di Monsignor Maffeo Barberini, uno dei rarissimi ritratti realizzati da Michelangelo Merisi detto Caravaggio. Tra le circa 65 opere attribuite con certezza al maestro, i ritratti sono infatti una vera rarità: quelli riconosciuti con sicurezza sono appena tre in tutto il mondo.
Il dipinto entrerà ora stabilmente nelle collezioni delle Gallerie Nazionali di Arte Antica e resterà proprio a Palazzo Barberini, dove negli ultimi mesi era già stato esposto durante la mostra dedicata al grande pittore lombardo. Proprio in quell’occasione studiosi e critici italiani e internazionali hanno confermato in modo unanime l’attribuzione al Caravaggio, riconosciuta per la prima volta nel 1963 dallo storico dell’arte Roberto Longhi.
Maffeo Barberini: il giovane che diventerà papa
Il dipinto raffigura Maffeo Barberini, il futuro papa Urbano VIII, quando aveva circa trent’anni. È ritratto con l’abito di chierico della Camera Apostolica, in un momento decisivo della sua ascesa nella Roma del Seicento.
La forza del quadro sta proprio nello stile di Caravaggio: niente retorica, nessun artificio celebrativo. La figura è impostata leggermente in diagonale, lo sguardo è intenso, quasi vivo. Più che un semplice ritratto ufficiale, sembra il fermo immagine di una personalità complessa, colta e ambiziosa.
Un acquisto da record
L’operazione rappresenta uno degli investimenti più importanti mai realizzati dallo Stato italiano per un’opera d’arte. Dopo la recente acquisizione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha spiegato che l’obiettivo è rafforzare il patrimonio pubblico e impedire che capolavori della storia dell’arte finiscano nel mercato privato.
Grande entusiasmo anche in Parlamento. Per il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone si tratta di “una vittoria politica e culturale di portata storica” che conferma il ruolo dell’Italia come superpotenza culturale.
Un dialogo con gli altri capolavori del Caravaggio
A Palazzo Barberini il dipinto entrerà in dialogo con gli altri capolavori del Merisi conservati nel museo e con una delle collezioni di caravaggeschi più importanti al mondo. In particolare con un altro capolavoro celebre, la Giuditta che decapita Oloferne, anch’essa acquistata dallo Stato nel 1971.
Quell’acquisizione segnò una svolta nella riscoperta moderna di Caravaggio. Oggi, con l’arrivo del Ritratto di Maffeo Barberini, si apre un nuovo capitolo: un capolavoro che torna definitivamente nelle collezioni pubbliche italiane e che potrà essere ammirato da studiosi, appassionati e visitatori di tutto il mondo.
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