L’opera Ecce Homo di Antonello da Messina, che doveva essere battuta all’asta lo scorso 5 febbraio da Sotheby’s nella sede di New York, è stata acquistata con trattativa privata dallo stato italiano. Come riportato da La Repubblica, l’operazione sarebbe costata circa 11 milioni di euro. A dare la notizia dell’acquisto è stata la Fondazione Federico Zeri, che con un post su Facebook ha comunicato che il dipinto, che raffigura un Ecce Homo e un San Girolamo, “ora è proprietà dello stato italiano”.
Le conferme sull’acquisto
L’indiscrezione, come rileva Finestre sull’Arte, ha preso una sua forma a seguito di un post pubblicato da Costantino D’Orazio sulla sua pagina Facebook (poi cancellato). Scrive Costantino D’Orazio, direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria e della Pinacoteca Nazionale di Bologna, che “Un nuovo Antonello da Messina torna in Italia grazie al Ministero della Cultura”. Aggiungendo che “Chi lavora al MiC sa quanto sia complicato per lo Stato Italiano partecipare ad un’asta, ma questa volta il Ministero ha giocato d’anticipo, assicurandosi un vero capolavoro in trattativa privata, spuntando anche un prezzo più vantaggioso”.
La cancellazione del post che annunciava l’avvenuto acquisto di Ecce Homo, probabilmente è dovuta al fatto che la notizia doveva essere data dal Ministero della Cultura. Al momento non è arrivata alcuna conferma ufficiale, che presumibilmente arriverà insieme alla destinazione dell’opera considerata uno dei capolavori più rari di Antonello da Messina. Molti sono i rumors che indicano quale approdo il Museo di Capodimonte a Napoli.
Lo storico dell’arte Federico Zeri studiò il dipinto e nel 1985 lo descrisse in termini fortemente espressivi: “Il Cristo assume, con questa smorfia, addirittura un aspetto che oggi si definirebbe mafioso. È un’opera giovanile”.
© Riproduzione riservata


