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Robbie Williams rivela la diagnosi di autismo, dopo l’ADHD

La popstar britannica Robbie Williams racconta di aver ricevuto una nuova diagnosi dopo anni in cui aveva già parlato di ADHD e sindrome di Tourette. Dalla creatività ai pensieri intrusivi, il cantante torna a raccontare il lato più fragile dietro la sua immagine da showman

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Robbie Williams aggiunge un nuovo tassello al racconto pubblico della propria salute mentale.La popstar britannica ha rivelato di aver ricevuto una diagnosi di autismo, dopo aver già parlato negli anni dell’ADHD e, più recentemente, della sindrome di Tourette. L’annuncio è arrivato durante una sessione di domande e risposte organizzata in occasione del lancio del suo nuovo marchio di abbigliamento.

Con il consueto tono ironico che lo contraddistingue,Williams ha raccontato di avere scoperto di essere autisticoe di considerare la diagnosi quasi una chiave per rileggere alcuni aspetti della propria personalità e del proprio comportamento. La scoperta, ha spiegato, gli avrebbe permesso di comprendere meglio caratteristiche che per molto tempo erano rimaste difficili da interpretare.

La diagnosi di Robbie Williams

Il nuovo racconto si inserisce in un percorso di crescente apertura da parte dell’ex membro dei Take That, che negli ultimi anni ha scelto di parlare pubblicamente delle proprie difficoltà. Già nel 2025, durante il podcast I’m ADHD! No You’re Not,Williams aveva raccontato di aver ricevuto più volte una diagnosi di ADHD,la prima nel 2006, e di essersi sottoposto a un test per l’autismo. All’epoca aveva riferito che il test non aveva confermato una diagnosi, ma aveva evidenziato alcuni tratti autistici, soprattutto nell’ambito delle relazioni sociali e dell’interazione con gli altri.

Ora il quadro raccontato dal cantante sembra essere cambiato,con la diagnosi di autismo comunicata direttamente da Williams. Un passaggio che lui stesso ha accolto con leggerezza, trasformandolo in una battuta sulle proprie eccentricità. Dietro l’ironia, però, emerge il tentativo di dare un significato più preciso a esperienze personali che hanno accompagnato a lungo la sua vita.

Williams ha spiegato di vivere l’ADHD attraverso una particolare alternanza tra momenti di concentrazione estremamente intensa e difficoltà a mantenere l’attenzione su ciò che non riesce a coinvolgerlocompletamente. La sua capacità di concentrarsi, ha raccontato, può diventare quasi assoluta quando si dedica a ciò che lo appassiona. È proprio nella creatività che il cantante sembra trovare uno spazio nel quale il rumore dei pensieri lascia posto alla concentrazione. Un elemento che negli ultimi anni è diventato parte importante anche della sua attività artistica, al di là della musica.

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